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Enciclopedia

Metsu, Gabriel (Leida 1629-Amsterdam 1667) Pittore olandese. Tra le opere Il mercato delle erbe ad Amsterdam (Parigi, Louvre). 
Metsys, Quentin (Lovanio 1466-Anversa 1530) Pittore fiammingo. Tra le opere Leggenda di Sant'Anna (1509, Bruxelles, Musées Royaux des Beaux-Arts) e Il cambiavalute e sua moglie (1514, Parigi, Louvre). 
méttere, v. v. tr. 1 Collocare in un luogo determinato. ~ posizionare. <> spostare. 2 Appoggiare. 3 Indossare. mise il cappotto e usc di fretta. 4 Incutere, spaventare. una persona che mette apprensione quando ti guarda in quel modo. 5 Ammettere. metti pure che sia vero, cosa possiamo farci? 6 Apporre. doveva solo mettere quell'ultima firma al documento per concludere l'affare
v. intr. Comunicare, dare, sboccare. 
v. rifl. 1 Assumere determinate posizioni. mettersi le mani nei capelli, disperarsi. 2 Collocarsi, porsi. si mise a dormire
Metternich-Winneburg, Klemens Wenzel Lothar von (Coblenza 1773-Vienna 1859) Principe e politico austriaco. Entrato al servizio dell'imperatore d'Austria nella carriera diplomatica, fu nominato ambasciatore a Parigi (1806). Diventato ministro degli esteri e quindi cancelliere (1809), dovette firmare la pace con la Francia dopo la sconfitta di Wagram. Cercò quindi di restituire all'Austria un ruolo diplomatico centrale, organizzando il matrimonio (1810) di Napoleone con Maria Luisa, figlia dell'imperatore Francesco I. Riaperta la guerra contro Napoleone, con alleate Prussia e Russia, la vittoria dell'Austria a Lipsia (1813) portò al congresso di Vienna (1814-1815), nel quale Metternich impose una linea conservatrice di restaurazione ed equilibrio tra le potenze europee. Le rivoluzioni che si verificarono negli anni successivi in diversi paesi europei indebolirono però il sistema di potere creato da Metternich che, dopo la nascita di un'opposizione liberale nella stessa Vienna, fu costretto a accentuare gli aspetti dispotici e assolutisti della monarchia, suscitando forte reazione nell'opinione pubblica. La rivoluzione di Vienna del 1848 lo costrinse all'esilio a Londra, dal quale rientrò nel 1851, senza tuttavia riassumere il potere ricoperto precedentemente. 
Metti, una sera a cena Dramma di G. Patroni Griffi (1967). 
mettifòglio, sm. 1 Operaio che un tempo metteva i fogli nelle macchina da stampa. 2 Dispositivo che esegue meccanicamente lo stesso lavoro. 
mettimàle, sm. e sf. invar. Chi mette discordia tra più persone. 
mettipetàrdo, sm. Strumento per creare un segnale acustico in corrispondenza di una linea ferroviaria in caso di nebbia o di maltempo. 
Metz Città (114.000 ab.) della Francia orientale e capoluogo del dipartimento della Mosella, alla confluenza del fiume Seille nella Mosella. Importante porto fluviale, è centro commerciale dei prodotti agricoli e zootecnici della regione, oltre che centro industriale con complessi metallurgici e industrie meccaniche, alimentari, tessili, delle calzature e del tabacco. Dopo la nascita dell'impero carolingio, seguì le sorti della Lorena, finché nel 1871 passò alla Germania, per essere poi restituita alla Francia in forza del trattato di Versailles, dopo la fine della prima guerra mondiale. I principali monumenti sono la cattedrale gotica di Santo Stefano (XIII sec.), la chiesa di San Vincenzo (XIV sec.) e le mura medioevali con la porta dei Tedeschi. 
Metz, Johann Baptiste (Welluck 1928-) Teologo cattolico tedesco. Rafforzò le implicazioni politiche e sociali del cristianesimo e scrisse Sulla teologia del mondo (1968). 

 

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