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Enciclopedia

micàceo, agg. Che ha l'aspetto o contiene mica. 
micascìsto, sm. Roccia composta essenzialmente di quarzo e mica. 
Mìcca, Piètro (Sagliano 1677-Torino 1706) Soldato piemontese. Partecipò alla guerra di successione spagnola, salvando Torino dall'assedio francese, facendo saltare la galleria per la quale voleva passare il nemico, ma restandovi sepolto. 
mìccia, sf. (pl.-ce) Cordoncino intriso di sostanze combustibili, usato per dare fuoco a polveri ed esplosivi. 
mìcco, sm. 1 Persona elegante e stolta. 2 Scimmiotto. 
Mìcco Spadàro Nome con cui è noto il pittore Domenico Gargiulo. 
Micèli, Vincènzo (Monreale 1733-Palermo 1781) Filosofo. Sacerdote, ha rivolto prevalentemente la sua attenzione alla speculazione metafisica. Tra le opere, Saggio istorico di un sistema metafisico (1865, postumo). 
Miceli, Vincenzo 
(San Fili 1858-Milano 1932) Giurista. Tra le opere, Le fonti del diritto (1905) e Principi di filosofia del diritto (1928). 
micèlio Apparato vegetativo dei Funghi, di solito formato da un insieme di sottili filamenti (ife). 
micèlla, sf. Aggregato molecolare tipico dei colloidi. 
Micène Antica città dell'Argolide (Peloponneso) e centro della civiltà micenea (II sec. a. C.). Fondata secondo la leggenda da Perseo e munita di enormi mura dai ciclopi, nella storia compare come centro abitato da una popolazione di origine caria (età del bronzo; 3000-2800 a. C.). Successivamente crebbe di importanza e raggiunse il massimo splendore sotto gli Atridi, che, secondo la leggenda, guidarono la spedizione greca contro Troia. Il suo splendore in questi tempi è cantato da Omero che la celebrò come la città ricca d'oro, ben costruita e dalle larghe vie. Dopo questo periodo, che viene indicato tra il 1600 e il 1100 a. C., Micene subì una serie di invasioni e la sua potenza decadde fino alla distruzione da parte di Argo (468 a. C.). Della sua passata grandezza non rimasero che imponenti rovine, in un territorio quasi disabitato. Basandosi sulle notizie riportate da Pausania, l'archeologo tedesco Schliemann, lo scopritore di Troia, iniziò nel 1874 gli scavi, poi proseguiti da altri, portando alla luce l'acropoli (di forma triangolare) circondata da mura di 6-8 m di spessore, nelle quali si apre la famosa porta dei Leoni, dalla quale parte una scala che conduce direttamente al palazzo reale (1400 a. C.) con la decorazione pittorica del mégaron. Nella necropoli furono rinvenute alcune tombe fra cui la monumentale tomba contenente il tesoro funebre di Atreo, un'altra più piccola che si attribuisce a Clitennestra e numerosi altri materiali di scavo, sigilli, ceramiche e tavolette con iscrizioni (che hanno contribuito maggiormente alla conoscenza e alla datazione dell'arte di questo periodo). Anche la città di Tirinto ha lasciato come testimonianza un'acropoli rocciosa solcata da corridoi i cui muri raggiungono in alcuni punti più di quindici metri di spessore. 

 

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