Enciclopedia

monacànda, sf. Donna che sta per pronunciare i voti monacali. 
monacàndo, sm. Chi è in procinto di monacarsi. 
monacàrsi, v. rifl. Farsi monaca. 
monacàto, sm. Stato di monaco o monaca. 
monacazióne, sf. L'azione del monacarsi e la cerimonia relativa con cui si entra a far parte di un ordine monastico. 
monachèlla, sf. Giovane monaca. 
monachésimo, sm. Fenomeno diffuso presso quasi tutte le religioni e che prevede il ritiro dalla vita sociale, al fine di poter seguire la propria fede secondo un ideale di perfezione ascetica, vivendo isolati (eremiti) o in piccole comunità (cenobiti). I primi esempi di monachesimo cristiano si ebbero nel IV sec., con l'eremita Sant'Antonio in Egitto e con le prime comunità cenobite di San Paconio nella Tebaide. Basilio di Cesarea pose le regole, al cui fondamento sono la rinuncia a ogni forma di possesso, la castità e l'obbedienza. Nell'occidente, il monachesimo fu importato a Roma da San Girolamo, per poi diffondersi nell'Europa centrale con San Bonifacio e San Colombano. Nel VI sec. San Benedetto da Norcia con la Regola riformò le regole monastiche. Di particolare importanza la riforma clunicense del X sec. e quella cistercense del XII sec. 
monachìna, sf. 1 Di monaca. 2 Al plurale, faville 
Monacilióni Comune in provincia di Campobasso (772 ab., CAP 86040, TEL. 0874). 
mònaco, sm. (pl.-ci) 1 Appartenente a un ordine religioso. ~ frate, religioso. 2 Scaldaletto. 

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