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Moràvia Regione storica dell'Europa centrale, appartenente alla Repubblica ceca. Il territorio è pianeggiante, coperto di foreste e attraversato dai fiumi Morava e Oder. Dal punto di vista amministrativo corrisponde alle province della Moravia settentrionale (1.970.000 ab., capitale Ostrava) e della Moravia meridionale (2.060.000 ab., capitale Brno). Le risorse econominche principali sono date dall'agricolutra, con le coltivazioni di cereali, tabacco, barbabietole da zucchero, vite, dall'allevamento e dallo sfruttamento delle foreste. Sono presenti giacimenti di carbone, ferro, piombo, rame e zinco. Sviluppate le industrie tessili, estrattive, siderurgiche, conciarie e del legno. Nel VI sec. fu invasa da popolazioni slave, che furono cristianizzate nel IX sec. Il primo stato indipendente fu formato nell'VIII sec. e raggiunse la massima potenza sotto Svatopluk, per essere poi conquistato dagli ungheri all'inizio del X sec. Nel 955 fu liberata da Boleslao I e unita alla Boemia, della quale seguì le sorti. Nel 1490 entrò a far parte dell'Austria e alla fine della prima guerra mondiale della Cecoslovacchia. 
Moràvia, Albèrto (Roma 1907-Roma 1990) Scrittore, pseudonimo di Alberto Pincherle. Giovanissimo si impose all'attenzione dei critici con il romanzo Gli indifferenti (1929), nel quale analizzò crudamente la crisi dei valori della borghesia. Durante il fascismo fu dimenticato e continuò ad analizzare la psicologia dei rapporti sociali del mondo borghese, spostandosi sempre più verso temi psicanalitici e sulla narrativa sperimentale. Oltre ai numerosi romanzi scrisse anche i resoconti di molti viaggi e partecipò alla vita politica e culturale come giornalista e critico cinematografico. Tra i principali romanzi vi sono, Le ambizioni sbagliate (1935), Agostino (1944), La romana (1947), La disubbidienza (1948), L'amore coniugale (1949), Il conformista (1951), Il disprezzo (1954), i Racconti romani (1954-1959), La ciociara (1957), La noia (1960), Una cosa è una cosa (1967), Io e lui (1971), Un'altra vita (1973), La vita interiore (1978), La cosa (1983), L'uomo che guarda (1985), Il viaggio a Roma (1988). 
moràvo, agg. e sm. agg. Relativo alla Moravia o ai suoi abitanti. 
sm. Nativo o abitante della Moravia. 
Moray, James Stuart (1531-Linlithgow 1570) Figlio di Giacomo V. Tra il 1567 e il 1570 resse il trono di Scozia per Giacomo VI. 
Moraz´n Dipartimento (167.000 ab.) di El Salvador, capoluogo San Francisco Gotera. 
Morazzóne Comune in provincia di Varese (4.069 ab., CAP 21040, TEL. 0332). 
Morazzóne (P. F. Mazzucchèlli) (Morazzone, Varese 1573-Morazzone? 1616) Pier Francesco Mazzuchelli detto il Morazzone. Pittore. Dopo aver portato a termine i propri studi a Roma, tornò in Lombardia nel 1598. Di stile tardo manierista, seguì i modelli dei Procaccini e del Cerano, caratterizzati da una rigorosa severità, eseguendo i propri affreschi a Milano e in diverse altre città della pianura lombardo-piemontese. Tra le opere Andata al Calvario (1602-1606, Varallo, Sacro Monte) e Vita della Vergine (ca. 1619, Arona, Collegiata). 
Morazzóni, Màrta (Gallarate 1949-) Scrittrice italiana. Della sua opera si ricordano La ragazza col turbante (1986), L'invenzione della verità (1988) e Casa materna (1992). 
Morbégno Comune in provincia di Sondrio (10.765 ab., CAP 23017, TEL. 0342). Centro agricolo (coltivazione di viti), enologico e industriale (prodotti alimentari, elettrotecnici e del legno) della Valtellina. Gli abitanti sono detti Morbegnesi
Morbèlli, Àngelo (Alessandria 1853-Milano 1919) Pittore. Tra le opere La stazione di Milano (1889, Milano, Galleria d'Arte Moderna). 


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