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Petralìa Sopràna Comune in provincia di Palermo (3.903 ab., CAP 90026, TEL. 0921). 
Petralìa Sottàna Comune in provincia di Palermo (3.770 ab., CAP 90027, TEL. 0921). 
Petràrca, Francésco (Arezzo 1304-Arquà 1374) Poeta. Il padre di famiglia guelfa bianca era stato esiliato e il Petrarca nel 1307 dovette seguirlo ad Avignone. Si dedicò dapprima a studi di grammatica, dialettica e retorica, quindi agli studi giuridici, presso l'università di Montpellier e di Bologna, senza però riuscire a concluderli. Tornò ben presto sui classici latini: famoso l'episodio del padre che gli brucia i libri di letteratura nel tentativo di farlo continuare negli studi giuridici. Fu in seguito ad Avignone dove, nel 1327, nella chiesa di Santa Chiara, conobbe Laura, la donna che egli amò di un amore così intenso e profondo da alimentare tutta la sua opera poetica. Laura morì assai giovane e a oggi si ignora chi ella fosse, anche se la si identifica con la moglie di Ugo de Sade. Ad Avignone fece amicizia con persone dotte e potenti che gli permisero la dedizione totale agli studi prediletti. Viaggiò per un certo periodo in tutta Europa, al seguito del cardinale G. Colonna e, nel 1341, fu incoronato poeta in Campidoglio. La sua fama era diffusa in tutta Europa; riprese poi a viaggiare e svolse anche numerose missioni diplomatiche, per conto dell'arcivescovo di Milano G. Visconti. Dopo Milano si trasferì a Venezia, quindi ad Arquà, dove morì (la località ha preso il nome di Arquà Petrarca, in suo onore). Petrarca è una figura centrale nella storia della cultura, sia per la ricerca e il recupero di testi antichi (le lettere di Cicerone Ad Atticum, Ad Quintum, Ad Brutum), sia per le opere in latino, con un attento recupero della lingua classica (Epistolae metricae, Africa, De viris illustribus, Secretum), ma soprattutto per l'opera che può essere considerata il suo capolavoro, scritta in volgare, il Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta, 1335-1374), in cui rappresenta al massimo livello il suo ideale poetico, ritraendo la ricerca della serenità interiore, attraverso l'amore e la capacità dell'uomo di elevarsi spiritualmente. La musicalità, la perfezione di forma e intimità di sentimento dell'opera, raccolta di rime in vita e in morte di Madonna Laura, sono rimaste sino a oggi ineguagliate. Altra opera fondamentale, sempre in volgare, sono i Trionfi (1340-1374), in cui traspone il cammino umano ritratto nel Canzoniere a un livello universale. 
petrarcheggiàre, v. intr. Comporre versi prendendo a modello lo stile del Petrarca. 
petrarchésco, agg. (pl. m.-chi) 1 Relativo al Petrarca e alla sua opera. 2 Fatto a imitazione del Petrarca. 
petrarchìsmo, sm. Termine che indica il fenomeno di imitazione del Petrarca giunto fino a tempi recentissimi. Ebbe inizio nel XV sec., con particolare riferimento alla poesia d'amore petrarchesca. Se in un primo momento si trattò di esercizi poetici limitati, in seguito le reali intenzioni del Petrarca furono maggiormente interpretate e adottate, non limitandosi a un'imitazione superficiale di temi e modelli. 
petrarchìsta, sm. e sf. 1 Seguace del petrarchismo. 2 Studioso del Petrarca. 
Petràssi, Goffrédo (Zagarolo 1904) Compositore, nel suo primo periodo creativo si è mosso nell'ambito della tradizione neoclassica italiana (Partita, 1932, Coro di morti, 1940-1941), poi abbandonata in favore dell'avanguardia musicale, con particolare attenzione alle tecniche dodecafoniche (Noche oscura, 1951). Altre sue opere sono Concerti per orchestra (1934-1972), Estri (1967), Orationes Christi (1975). 
Petrèio, Màrco (?-46 a. C.) Generale romano seguace di Mario. Nel 62, batté Catilina a Pistoia, quindi quale legato di Pompeo in Spagna, fu sconfitto da Cesare con Afranio. In seguito combatté a Farsalo e Tapso, dove si suicidò pur di non essere catturato. 

 

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