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pia màdre, sf. Sottile membrana che avvolge il cervello e il midollo, seguendone intimamente tutti i solchi e le circonvoluzioni. Propriamente è la più interna delle tre meningi, con la dura madre e l'aracnoide. 
piacènte, agg. Che piace, avvenente. ~ attraente, desiderabile, seducente. <> disgustoso, repellente, ripugnante. 
Piacentìni, Marcèllo (Roma 1881-1960) Architetto. Tra le opere il cinema Corso a Roma (1915-1917), il palazzo di Giustizia di Messina (1928) e il palazzo di Giustizia di Milano (1933-1940). 
piacentìno agg. Relativo a Piacenza e ai suoi abitanti. 
sm. 1 Abitante o nativo di Piacenza. 2 Denominazione di tutta la regione di Piacenza. 
Piacènza Città (103.000 ab., CAP 29100, TEL. 0523) capoluogo di provincia dell'Emilia-Romagna, situata sulla riva destra del Po. Zona abitata già in tempi preistorici, fu colonia romana dal 218 a. C., con il nome di Placentia; in seguito passò sotto il dominio di goti, bizantini, longobardi e franchi. Nell'XI sec. divenne libero comune e aderì, con la lega lombarda, alla lotta contro Barbarossa. In seguito passò alle signorie di Visconti e Sforza (fra il XIV e il XV sec.) e poi alla chiesa. Nel 1545 entrò a far parte del ducato di Parma e Piacenza. Infine, nel 1860 entrò nel regno di Sardegna. La città è un importante centro per il commercio dei prodotti agricoli e dell'allevamento, con attività industriali diversificate (settore alimentare, tessile, chimico, cartario ecc.). Le chiese e i monumenti principali sono Sant'Antonino (XI sec.), la chiesa della Madonna della Campagna (1528), il palazzo del Comune (1281), il palazzo Farnese (1558), le statue equestri dei Farnese (1620). 
Provincia di Piacenza 
(2.589 km2, 270.000 ab.) Il territorio si estende dal Po alla formazione montano-collinare dell'Appennino Piacentino. L'agricoltura è quella tipica della pianura padana (frumento e mais) e della collina (vite). Praticato l'allevamento, soprattutto quello suino (salumi). Sono presenti industrie chimiche, alimentari e tessili. 
Piacènza d'Àdige Comune in provincia di Padova (1.503 ab., CAP 35040, TEL. 0425). 
piacére, sm. e v. sm. 1 Soddisfazione dei sensi o dell'animo. avvertiva un sottile piacere intellettuale in quelle sfide. 2 Divertimento. ~ spasso, svago. 3 Desiderio, volontà. 4 Cortesia. ~ favore. <> dispetto. gli chiedeva solo quel piacere e niente altro
v. intr. 1 Produrre buona impressione. ~ deliziare, dilettare. <> disgustare, nauseare. 2 Sembrare conveniente, giusto. 
Piacere dell'onestà, Il Dramma di L. Pirandello (1917). 
Piacere, Il Romanzo di G. D'Annunzio (1889). Ambientato a Roma, il libro ha per protagonista il conte Andrea Sperelli, un esteta simile al Dorian Gray descritto da Oscar Wilde, convinto che occorra fare della propria vita un'opera d'arte. Poeta, pittore e musicista dilettante, proveniente da una famiglia di artisti, Andrea è diviso tra due immagini femminili: Elena Muti, la donna fatale, e Maria Ferres, la donna pura. In realtà l'esteta cerca in quest'ultima una sostituta di Elena. Finirà per tradirsi. Abbandonato da Maria resterà solo. Il protagonista possiede alcuni tratti dello stesso autore come la ricerca della mondanità e dell'erotismo, perciò la crisi di Andrea rappresenta la crisi mediata dall'estetismo di D'Annunzio. 
Piacere, Il<***> 
Film commedia, francese (1951). Regia di Max Ophls. Interpreti: Claude Dauphin, Gaby Morlay, Madeleine Renaud. Titolo originale: Le plaisir<***> 
piacévole, agg. Che può piacere, capace di attrarre. ~ desiderabile, gradevole. <> spiacevole, disgustoso. 

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