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Arridèo (?-317 a. C.) Figlio deficiente di Filippo II (di Macedonia). Nel 323, alla morte di Alessandro Magno, fu proclamato re con il nome di Filippo III; fu in seguito assassinato da Olimpiade. 
arrìdere, v. intr. Essere propizio, favorevole. <> contrastare. 
arrière-pensée, sf. Pensiero inespresso, sottinteso, secondo fine, pensiero diverso da quello manifestato. 
Arrieta, Rafael Alberto (Rauch, Buenos Aires 1889-Buenos Aires 1968) Poeta e critico argentino. Tra le opere le raccolte poetiche, Anima e momento (1910), Le notti d'oro (1917), Estate sulla sierra (1926), Tempo prigioniero (1947) e il saggi critico Studi su tre letterature (1940). 
Arrìghi, Clètto (Milano 1830-1906) Giornalista. Tra le opere La scapigliatura e il 6 febbraio (1862). 
arrìnga, sf. 1 Discorso pronunciato nel processo penale dal difensore dell'imputato o dalla parte civile. ~ requisitoria. 2 Predica. ~ filippica. 
arringàre, v. tr. Rivolgere un'arringa a qualcuno. 
arrischiàre, v. v. tr. Mettere a repentaglio. ~ azzardare. <> ponderare. 
v. rifl. Osare. ~ avventurarsi. 
arrischiàto, agg. 1 Azzardato. ~ rischioso. <> sicuro. 2 Imprudente. ~ avventato. <> cauto. 
arrìso, agg. 1 Favorito. ~ aiutato. 2 Sollazzato ~ rallegrato. 

 

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