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Enciclopedia

Sàcro Romàno Impèro Istituzione politico religiosa medievale, creata da Carlo Magno, quale difensore dell'Europa cristiana occidentale e come continuazione ideale dell'impero romano. Il suo inizio risale all'incoronazione di Carlo Magno a Roma nella notte di Natale dell'800 da parte di Leone III. L'ideale di un impero unico e universale con sede a Roma sopravvisse in occidente alla caduta dell'impero d'occidente (476) e, verificatisi successivamente eventi favorevoli (specificatamente di carattere politico e religioso), fu possibile a Carlo Magno attuarne la restaurazione. Giuridicamente la sede imperiale fu così di nuovo trasferita a Roma, dopo che Costantino il Grande l'aveva trasferita a Costantinopoli: questo determinò il secolare conflitto tra Sacro Romano Impero e impero bizantino. Successivamente l'impero si sgretolò in una miriade di feudi e solo con Ottone I di Sassonia (962) raggiunse una precisa fisionomia politica. Il Sacro Romano Impero divenne così Sacro impero romano germanico perché Ottone I associò definitivamente la corona imperiale a quelle reali di Germania e d'Italia; ma la denominazione tradizionale di Sacro Romano Impero rimase anche nell'epoca successiva. La lotta delle investiture (1059-1122), i conflitti provocati dalla dinastia sveva, i contrasti interni all'impero (signorie e comuni), indebolirono non poco il potere politico. Nel 1356 la Bolla d'Oro, emanata da Carlo IV di Lussemburgo, stabiliva le norme per l'elezione imperiale; l'impero veniva privato di molti territori meridionali, identificandosi sempre più con il solo regno germanico. Anche Carlo V dovette accettare una sovranità limitata (pace di Augusta 1555) al di fuori dell'area tedesca. La riforma protestante e le conseguenti guerre infine distrussero contemporaneamente l'unità germanica e l'idea stessa dell'unità imperiale: i trattati di Westfalia (1648) ridussero l'impero a una semplice finzione politica e le guerre napoleoniche ne determinarono la fine. Entrato a far parte del regno degli Asburgo, il Sacro Romano Impero finì con Francesco II, il 6 agosto 1806. Esso non ebbe mai una struttura organica vera e propria: nato come un insieme di feudi, mantenne le strutture feudali; mancò anche all'azione degli imperatori dall'inizio alla fine dell'impero una linea politica e ideologica unitaria e coerente; né il concetto di Sacro Romano Impero uscì mai da una sfera ideale per rappresentarsi in un sistema giuridico e politico, capace di definire concretamente i poteri internazionali dell'imperatore in relazione a quelli dei vari stati a lui subordinati nominalmente. 
Sacrobòsco (Holywood, oggi Halifax 1190-Parigi 1256) Giovanni di, o John of Holywood. Matematico e astronomo inglese. Fu autore di un notissimo trattato astronomico, che fu insegnato per tutto il medioevo: De sphaera mundi, in cui riassumeva tutte le nozioni allora conosciute, facendo una sintesi della cultura astronomica occidentale e di quella araba. Scrisse anche un'opera di aritmetica, Algoritmus sive de arte numerandi. 
sacrococcigèo, agg. Che si riferisce al sacro e al coccige. 
Legamenti sacrococcigei 
Fasci fibrosi che collegano il sacro al coccige. 
Sacrofàno Comune in provincia di Roma (4.475 ab., CAP 00060, TEL. 06). 
sacroilìaco, agg. (pl. m.-ci) Che si riferisce al sacro e all'osso iliaco. 
Articolazione sacroiliaco 
Anfiartrosi che collega il sacro all'osso iliaco. 
Legamenti sacroiliaci 
Fasci fibrosi che uniscono il sacro e l'osso iliaco. 
sacrosànto, agg. 1 Rafforzativo di sacro (e inviolabile). 2 Assolutamente corretto, indubitabile. 
Sàdali Comune in provincia di Nuoro (1.206 ab., CAP 08030, TEL. 0782). 
Sadat, Anwar (Mit Abu el-Kom 1918-Cairo 1981) Politico egiziano. Ministro nel governo Nasser, alla morte di questi fu eletto presidente (1970). Dopo l'esito, parzialmente vittorioso, della guerra del Kippur (1973) contro Israele, sottoscrisse, con il premier israeliano Begin, la pace di Camp David (1978), iniziativa che procurò a entrambi il premio Nobel per la pace. Fu assassinato in un attentato, nel 1981, a opera di integralisti islamici. 
sadducèo, sm. Il termine indica i seguaci della seconda scuola filosofica giudaica (l'altra era quella dei farisei) che negava la fede nell'aldilà, nella resurrezione, nell'esistenza degli angeli e nell'immortalità dell'anima; praticava un'interpretazione individuale della Legge, la libera condotta morale e il compromesso politico. I sadducei sostenevano di essere discendenti dal sommo sacerdote Sadoc (dell'epoca di Salomone). In realtà i veri detentori di questo titolo si ritirarono a Leontopoli e a Qumran. La disposizione alla collaborazione politica portò i sadducei in auge durante l'occupazione romana, quando erano essi a nominare i sommi sacerdoti. Poiché il partito dei sadducei era legato al sussistere di stato e tempio, esso venne meno nel 70, dopo la distruzione del tempio di Gerusalemme. 
Sade prossimo mio Saggio di P. Klossowski (1947). 

 

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