Enciclopedia

svoltolàre, v. tr. Rivoltare più volte. 
SVP Sigla di Südtiroler Volkspartei (partito popolare sudtirolese). 
svuotaménto, sm. L'atto di svuotare o svuotarsi. 
svuotàre, v. tr. 1 Vuotare del contenuto. <> riempire. 2 Privare del significato. 
swahili, agg. e sm. invar. sm. Lingua bantu, scritta in caratteri arabi a partire dal XVI sec., che si parla nell'isola di Zanzibar e lungo le coste del Tanganica. 
sm. pl. Popolazione africana derivata da una mescolanza di genti arabe, bantu e paleonegritiche, stanziata nelle regioni costiere di Kenia, Tanzania e Mozambico. Hanno in comune la lingua e le tradizioni. 
Swansea Città (168.000 ab.) della Gran Bretagna, capoluogo della contea di West Glamorgan, nel Galles. 
swap Letteralmente significa scambio. In informatica indica l'operazione mediante la quale il sistema operativo carica in memoria centrale una pagina. 
swazi Popolazione dell'Africa del nord che costituisce uno dei maggiori cinque gruppi Nguni. È composta da agricoltori e da allevatori stanziati in prevalenza dell'odierno Swaziland. 
Swaziland Monarchia costituzionale dell'Africa meridionale (stato indipendente nell'ambito del Commonwealth). Esso è inserito nel territorio della repubblica Sudafricana e confina appunto con quest'ultima e col Mozambico. 
Il territorio, prevalentemente montuoso, si estende su un breve tratto della scarpata orientale dei Drakensberg, nell'Altopiano Sudafricano. Si distinguono fondamentalmente 3 zone parallele: quella occidentale, situata a 1.200 m di altitudine media, è prevalentemente coperta da foreste; quella centrale corrisponde a una zona collinare, densamente popolata e favorevole alle coltivazioni in genere; quella orientale, infine, si estende a una quota di 150-300 m, è ricoperta da savane e da terreni piuttosto fertili. 
I principali corsi d'acqua dello Swaziland scendono dal versante orientale del Transvaal e, dopo un ultimo tratto in territorio mozambicano, sfociano nell'oceano Indiano; tra questi, i maggiori sono l'Imbuluzi e l'Usutu. 
L'altitudine riesce spesso a mitigare le temperature, ma durante l'estate, soprattutto nella fascia più bassa, esse sono notevolmente elevate. Le precipitazioni sono concentrate nella stagione estiva e sono piuttosto copiose sui rilievi. 
La popolazione, costituita quasi esclusivamente da swazi, vive soprattutto in villaggi, in capanne disposte a circolo intorno al recinto del bestiame; le città ospitano prevalentemente popolazione non africana. I maggiori centri sono Mbabane, la capitale, Matsafa e Manzini. 
Assolutamente fondamentale per l'economia dello Swaziland è l'agricoltura: essa fornisce cereali (soprattutto mais, quindi riso e sorgo), patate dolci, numerosi prodotti ortofrutticoli, in particolare agrumi, banane, ananas, in larga parte esportati. 
Assai fiorente è l'agricoltura commerciale; la coltivazione della canna da zucchero è fondamentale per l'economia insieme a quella del cotone e del tabacco. In mano ai coloni bianchi, come l'agricoltura commerciale, è lo sfruttamento delle foreste, con buoni quantitativi di legname, in parte esportato. 
Attività tipica degli swazi è invece l'allevamento, in cui prevalgono bovini, caprini, volatili da cortile. 
Ottime le risorse minerarie, soprattutto amianto, quindi carbone, stagno, oro. A livello industriale, prevale il settore della trasformazione dei prodotti agricoli e forestali, con zuccherifici, birrifici, conservifici di frutta e carne, segherie, impianti per la sgranatura del cotone. 
STORIA Regno bantu fondato nel 1815, lo Swaziland passa nel 1902 sotto protettorato britannico. Nel 1968 diventa indipendente. A Sobhuza II, proclamato re nel 1921, riconosciuto dalla Gran Bretagna nel 1967 e deceduto nel 1982, succedono la regina Ntombi (1983-1986) e quindi Mswati III. 
Abitanti-910.000 
Superficie-17.364 km2 
Densità-52,4 ab./km2 
Capitale-Mbabane 
Governo-Monarchia costituzionale 
Moneta-Lilangeni 
Lingua-Inglese e seSwati, zulu 
Religione-Cristiana e animista 
Swedenborg, Emanuel (Stoccolma 1688-Londra 1772) Mistico svedese. Tra le opere Arcana coelestia (1747-1758 e 1796) e De coelo et inferno (1758). 

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