Enciclopedia

Achernar Stella, di colore blu bianco, individuabile nella costellazione di Eridano per la sua eccezionale luminosità (magnitudine 0,6), per la quale è al nono posto di tutto il cielo. 
Acherónte Fiume greco della regione dell'Epiro, che attraversa la palude di Acherusia e si getta nel Mar Ionio. Suo affluente è il Cocito. Ha corso parzialmente sotterraneo e per questa caratteristica diede nome nella mitologia greca al fiume infernale coincidente con l'ingresso al regno dei morti. Porta il nome di un figlio di Elio (Sole) e di Gea (Terra) trasformato in fiume da Zeus perché reo di aver fornito acque ai Titani mentre erano in lotta con gli dei. Come l'Ostige, era considerato un fiume che le ombre dei morti attraversavano senza speranza di ritorno. Su di esso le anime dei defunti erano traghettate da Caronte, nota figura mitologica descritta da Dante in un canto dell'Inferno. 
acherontèo, agg. Dell'Acheronte e quindi dell'Inferno o, più genericamente, dell'oltretomba. 
acheròntia, sf. Genere di farfalle sfingidi. Vi appartiene l'atropo, detto anche testa di morto per via del teschio giallo che porta sul dorso del torace. 
acheropìta, sf. Nome attribuito alle immagini che, secondo la tradizione, erano opera miracolosa. 
acherùsio, agg. Proprio dell'Acheronte. Per estensione l'Acherusia era quella palude formata alla foce dell'Acheronte. 
acheuleàno, agg. e sm. Cultura preistorica del Paleolitico inferiore che corrisponde al secondo stadio delle tecniche della pietra scheggiata. 
achievement, sm. invar. In sociologia e psicologia sociale, il need for achievement è considerato uno dei più importanti impulsi dell'azione per cui gli uomini sono spinti ad agire per conseguire un'affermazione di sé. 
achilìa, sf. Carenza nel succo gastrico di pepsina e di acido cloridrico causata da malattie dello stomaco. 
Achìlle (astronomia) In astronomia nome di uno dei moltissimi pianetini o asteroidi, presenti tra le orbite di Giove e Marte; è di piccolissime dimensioni e fa parte degli oggetti Apollo, nome con il quale fu denominato il primo dei trentadue pianetini del gruppo scoperti fino a oggi. Venne scoperto nel 1905 e contribuì a confermare la tesi di Lagrange, secondo cui, se tre corpi si trovano nei vertici di un triangolo equilatero e si attraggono reciprocamente secondo le leggi di Newton, devono orbitare mantenendo la stessa posizione nei vertici del triangolo stesso. 

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