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Enciclopedia

kabulìsta, sm. e sf. Attore del genere di teatro giapponese kabuki. 
Kabwe Città (144.000 ab.) dello Zambia, capoluogo della Provincia Centrale. 
Kachin Stato (904.000 ab.) del Myanmar, al confine con l'India e la Cina. Capoluogo Myitkyina. 
K´d´r, J´nos (Fiume 1912-Budapest 1989) Politico ungherese. Si dedicò alla resistenza e alla direzione del Partito comunista. Ministro dell'interno (1948-1950) aperto alla moderazione, venne incolpato di titoismo e per questo incarcerato dal 1951 al 1953 e poi riabilitato nel 1954. Successivamente all'insurrezione ungherese (1956) e a una collaborazione con Nagy, sostituì quest'ultimo come primo ministro (1956-1958) e si incaricò della repressione. Di nuovo capo del governo dal 1961 al 1965, fu fautore di una linea politica filosovietica. Rimase segretario generale del Partito comunista ungherese dal 1957 al 1988. 
Kadarè, Ismail (Argirocastro 1934-) Romanziere albanese. Tra le opere La fortezza (1970). 
Kadiogo Provincia (459.000 ab.) del Burkina Faso, capoluogo Ouagadougou. 
Kadoma Città (142.000 ab.) del Giappone, nella prefettura di Osaka. 
Kaduna Città (318.000 ab.) della Nigeria, capoluogo dello stato omonimo. 
kafir, sm. invar. 1 Nel Corano, infedele. 2 Nella teologia islamica, musulmano eterodosso o individuo di opinione religiosa diversa. 
Kafka, Franz (Praga 1833-Vienna 1924) Scrittore ceco di lingua tedesca. Figlio di un commerciante ebreo benestante, mantenne saldo il legame con la cultura ebraica pur risentendo fortemente dell'influenza della cultura tedesca e slava. Il padre rappresentò nella sua vita una figura dura e ostile alla sua personalità artistica. La convinzione di non essere compreso, la pluralità di riferimenti culturali e infine la tubercolosi tracheale che lo minò nel corpo lo indussero a vivere in un profondo isolamento rispetto all'ambiente circostante. La sua produzione letteraria in vita comprende soltanto racconti come La metamorfosi (1915), La condanna (1916), Nella colonia penale (1919). I romanzi principali furono pubblicati postumi e incompiuti. Nel Processo (postumo, 1925) il protagonista, giudicato colpevole da un tribunale immaginario, deve subire la condanna senza poter conoscere le accuse. Nel Castello (postumo, 1926) l'uomo stesso è alla ricerca ossessiva della propria accusa e di una verità che non si può trovare se non nella morte. I temi ricorrenti nella sua opera riguardano il problema dell'incomprensione e dell'incomunicabilità e si sviluppano in un'atmosfera allucinata e costantemente permeata dal senso di una colpa ignota e di una condanna non comprensibile. Tra le altre opere, La costruzione della muraglia cinese (1918), America (postuma, 1927), Diari (postuma, 1925-1937), Lettere a Milena (postuma, 1952). 

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