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balbettaménto, sm. Il balbettare. 
balbettàre, v. v. intr. 1 Parlare, articolando le parole con incertezza e difficoltà. balbettava ancora per l'incidente subýto. 2 Il primo parlare dei bambini piccoli. 
v. tr. Parlare a stento e in modo confuso. balbett˛ qualche scusa, ma fu inutile
balbettìo, sm. Balbettamento continuo. 
Balbìno, Dècimo Cèlio Calvìno (178-238) Imperatore romano. Dopo la morte dei due Gordiani, nel 238, venne eletto dal senato con Pupieno; in contrasto tra loro, vennero entrambi assassinati dai pretoriani. 
bàlbo, agg. Balbuziente. 
Bàlbo, Césare (Torino 1789-1853) Politico, storico e letterato. La sua formazione si svolse nel nuovo clima legato all'avvento di Napoleone. Non ancora ventenne, Balbo entrò nell'amministrazione imperiale francese a Roma e divenne segretario della consulta per l'organizzazione dei territori precedentemente appartenuti al papa. Svolse anche incarichi a Parigi (1811). Caduto l'impero napoleonico, tornò a Torino. Benché liberale moderato, venne ritenuto dallo stato sabaudo uno dei responsabili morali dei moti del 1821 e fu esiliato a Camerano. Nell'esilio iniziò il suo lavoro di scrittore. Fu presidente del primo ministero costituzionale in Piemonte dopo lo statuto (1848). Di ispirazione neoguelfa, sostenne l'idea di una federazione di stati italiani sotto la guida del Piemonte. Tra le sue opere sono da ricordare, Vita di Dante (1839), Le speranze d'Italia (1844), Sommario della storia d'Italia (1846). 
Bàlbo, Ìtalo (Quartesana, Ferrara, 1896-Tobruk 1940) Politico e aviatore. Quadrumviro fascista nella marcia su Roma, assunse la carica di ministro dell'aeronautica dal 1929 al 1933. Organizzò e diresse le trasvolate atlantiche del 1930 e del 1933. Nominato governatore della Libia nel 1933, perse la vita all'inizio della seconda guerra mondiale quando, per errore, il suo aereo venne abbattuto dalla difesa contraerea italiana nei cieli di Tobruk. 
Bàlbo, Pròspero (Chieri 1762-Torino 1837) Politico e diplomatico, fu ministro e membro del collegio dei giureconsulti di Torino e decurione della stessa città (1782). Si dimise per i contrasti con il re Carlo Felice dopo esser stato ministro delgi interni; fu rettore dell'università di Torino (1805) e dell'Accademia delle Scienze (1816). 
balboa, sm. invar. Unità monetaria di Panama. Si divide in 100 centesimos. 
Balboa, Vasco N˙˝ez de (Jerez de los Caballeros 1475-Acla 1519) Navigatore spagnolo. Fu il primo a raggiungere nel 1513 l'oceano Pacifico, che chiamò mare del sud
balbutìre, v. intr. e tr. Balbettare. 
balbùzie, sf. invar. Disturbo del linguaggio, causato da spasmo intermittente dell'apparato fonatorio. 
balbuziènte, agg. Che, chi è affetto da balbuzie. 
Balcàni Catena di monti del Sudeuropa che si estende ad arco, da ovest a est, dal fiume Timok (affluente del Danubio) al capo Emine (mar Nero), per una lunghezza di 600 km. Nella sua parte iniziale separa la Bulgaria e la Serbia, ma il sistema si estende principalmente in territorio bulgaro. Separa le valli del Danubio dalle valli di Maritsa e Tundza. Le cime più elevate si trovano nella sezione centrale (monte Botev 3.376 m); i Piccoli Balcani, corrispondenti alla sezione orientale, sono formati da rilievi collinari; la catena degli Antibalcani si allunga a sud dei Balcani centrali e orientali, in Bulgaria. 
Balcànica, regione Penisola dell'Europa orientale. I suoi confini naturali sono segnati a nord dai corsi dei fiumi Kupa, Sava e Danubio; a ovest dai mari Adriatico e Ionio; a est dai mari Egeo, Nero e di Marmara. 
Morfologia e clima. Il rilievo della zona occidentale è di origine recente; a est predominano massicci cristallini di formazione antica; la zona mediana è formata da una vasta depressione in cui si sviluppano le valli dei fiumi Morava (affluente del Danubio) e Vardar (che si getta nel mar Egeo), divise da una bassa soglia. I fiumi più importanti sono il Drina, il Morava, lo Struma. 
Storia. Occupata in un primo tempo dagli illiri, la regione fu unificata con la conquista romana. Dopo le invasioni barbariche l'assetto etnografico mutò; dal VI sec. si insediarono slavi e bulgari; successivamente si formarono i regni bulgaro (VII-X secc.), serbo (XI-XIV secc.) e croato (sec. VII). I turchi, che si erano già insinuati dalla metà del XIV sec., confermarono il loro potere nel 1521, con la conquista di Belgrado. La Russia (XVI sec.) e l'Austria (XVII sec.) rivendicarono il dominio sulla penisola per ostacolare l'attacco ottomano (questione d'Oriente). Durante il XIX sec. i vari stati acquistarono la loro indipendenza: la Grecia nel 1829, Montenegro, Serbia e Romania nel 1878, la Bulgaria nel 1908. Dopo la prima guerra mondiale, dall'unione di Serbia, Croazia e Slovenia nacque la Iugoslavia (1919). Albania, Grecia e Iugoslavia furono poi soggette all'aggressione nazifascista; nel 1945 la conferenza di Jalta pose la regione sotto l'egida russa. La Iugoslavia di Tito, nel 1948, acquistò una posizione di indipendenza; l'Albania invece, dopo la fine dei rapporti con Russia e Cina, si ritirò nell'isolazionismo più marcato. La fine dei regimi comunisti (1989-1990) ha gettato la regione in una profonda crisi sia economica sia politica; le tensioni sorte dagli impulsi nazionalistici e la forte frammentazione etnica e religiosa hanno già portato alla divisione che ha mutato l'intera situazione geopolitica della zona; la Iugoslavia si è frazionata in Slovenia, Croazia, Federazione iugoslava (Serbia e Montenegro), Bosnia Erzegovina e Macedonia. 
Guerre balcaniche 
La prima ebbe luogo tra l'ottobre del 1912 e il maggio del 1913 e vide l'impero ottomano combattere contro Serbia, Montenegro, Grecia e Bulgaria; la fine fu sancita dal trattato di Londra, con il quale venne riconosciuta l'indipendenza dell'Albania e disposta la cessione di Creta alla Grecia. La seconda guerra (giugno-ottobre 1913), che impegnò la Bulgaria contro le forze di Grecia, Turchia, Romania, Serbia e Montenegro terminò con la pace di Bucarest in base alla quale il territorio di Macedonia venne spartito tra Serbia e Grecia (che ricevette Salonicco); alla Romania spettò la Dobrugia e alla Turchia andò Adrianopoli. 
Intesa balcanica 
Accordo provvisorio firmato nel 1934 da Grecia, Iugoslavia e Turchia che così si impegnarono a una mutua assistenza per mantenere inalterata la situazione nei Balcani. L'intesa terminò nel 1944. 
balcànico, agg. (pl. m.-ci) 1 Dei balcani. 2 Relativo alla regione balcanica. 
balcanizzazióne, sf. Processo di frammentazione nazionalistica che può a volte avere come scopo la formazione di nuovi stati. 
balconàta, sf. 1 Lungo balcone sul quale si aprono diverse finestre. ~ loggia. 2 Nei teatri, parte sovrastante la platea, con varie file digradanti di posti. ~ loggione, galleria. 
balconcìno, sm. Reggiseno senza spalline. 
balcóne, sm. Struttura sporgente dal muro esterno di un edificio, contornata da balaustra o ringhiera. 
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