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uncinétto, sm. 1 Diminutivo di uncino. 2 Specie di ago con la punta a forma di uncino usato per eseguire lavori a maglia. 3 Lavoro eseguito con tale ago. 
Uncìni, Frànco (Civitanova Marche, Macerata 1955-) Corridore motociclista. Iniziò la sua carriera nel mondo agonistico nel 1974. Secondo nella categoria 250 cc. nel 1977, vinse il campionato del mondo nella categoria 500 cc. nel 1982. 
uncìno, sm. 1 Arnese di ferro di forma incurvata e adunco che serve per afferrare o per agganciare qualcosa. ~ gancio, arpione. 2 Pretesto. ~ cavillo. tirare con gli uncini un ragionamento, fare una interpretazione forzata. 3 Parola o segno grafico illeggibile. 4 Nel pugilato, gancio. ~ crochet. 5 Nella pallacanestro, tiro a parabola realizzato con una mano sola. era molto abile nel tiro a uncino
uncinulàto, agg. A forma di uncino o che porta un piccolo uncino. 
uncìnulo, sm. Piccolo uncino. 
unda-maris, sm. invar. Registro d'organo di otto piedi accordato più crescente rispetto al salicionale. Il nome deriva dal caratteristico suono che emette, dovuto a un leggero battimento. 
undècimo, agg. num. ord. Undicesimo. 
under, agg., sm. e sf. agg. e sf. invar. Di squadra o manifestazione riservata ad atleti di età inferiore a un determinato valore. 
agg. sm. e sf. invar. Di atleta appartenente a tale categoria. 
under, agg., sm. e sf. agg. e sf. invar. Di squadra o manifestazione riservata ad atleti di età inferiore a un determinato valore. 
agg. sm. e sf. invar. Di atleta appartenente a tale categoria. 
underground, agg. e sm. agg. invar. 1 Segreto. ~ clandestino. 2 Alternativo. ~ controcorrente. 
agg. e sm. invar. Di attività artistica, musicale, letteraria nata al di fuori degli ambienti tradizionali e di tono anticonformista. 
understatement, sm. invar. 1 Affermazione o descrizione volutamente incompleta o eufemistica, tendente a minimizzare e spesso con intenti ironici. 2 Atteggiamento alieno da qualsiasi ostentazione. 
undicènne, agg., sm. e sf. 1 Di undici anni. 2 Che, chi ha undici anni di età. 
undicèsimo, agg., sm. e sf. agg. num. ord. Che in una serie occupa l'undicesimo posto. 
sm. e sf. L'undicesima parte di un intero. 
ùndici, agg. e sm. agg. num. card. invar. Numero naturale corrispondente a dieci unità più una. 
sm. invar. Il numero undici e le cifre o la lettera che lo indicano. 
ùndici, gli Nell'antica Grecia, ad Atene, erano magistrati incaricati del controllo delle carceri e delle applicazioni delle pene inflitte, anche quelle capitali. 
Undset, Sigrid (Kallundborg 1882-Lillehammer 1949) Scrittrice norvegese. Tra le opere Martha Oulie (1907) e Kristin figlia di Lavran (1920-1922). 
UNESCO Sigla che sta per United Nations Educational Scientifical and Cultural Organization, organizzazione specializzata delle Nazioni Unite (ONU), con sede a Parigi. Fu fondata nel 1945 alla conferenza di Londra, con lo scopo di sostenere la pace e di promuovere la collaborazione scientifica, culturale e a scopo educativo tra le nazioni. Si occupa tra l'altro dei progetti di alfabetizzazione nei paesi arretrati. 
Ungarétti, Giusèppe (Alessandria d'Egitto 1888-Milano 1970) Poeta italiano. Fece le prime esperienze nei circoli anarchici alessandrini, per poi trasferirsi a Parigi nel 1913. Qui incontrò i massimi esponenti letterari e artistici, tra cui P. Picasso e G. Apollinaire. L'esperienza simbolista si avverte nelle sue prime opere, caratterizzate da frasi semplici e immediate, dall'uso di immagini improvvise e, dal punto di vista formale, da frasi brevi e irregolari, allo scopo di recuperare l'essenza della poesia. Di questo primo periodo poetico, pervaso da un senso profondo di solitudine, sono Il porto sepolto (1916) e Allegria di naufragi (1919), che risente dell'esperienza passata in trincea durante la guerra del 1915-1918, nella quale si arruolò volontario. Un andamento più disteso e meditativo hanno le opere successive, dopo lo studio di Petrarca e Leopardi e la traduzione di poeti stranieri (Sentimento del tempo, 1933). Dopo un periodo passato in Brasile molto fertile dal punto di vista letterario (1936-1942), la raccolta Il dolore (1947), dopo la morte del figlio, segnò l'inizio di un nuovo periodo poetico, imperniato su motivi autobiografici e sulla meditazione sui temi umani più profondi. Di questo periodo sono La Terra promessa (1950), Un grido e paesaggi (1952), Il taccuino del vecchio (1960) e Dialogo d'amore (1968). La sua poesia, facente parte del filone dell'ermetismo, è stata raccolta dal poeta stesso in Vita di un uomo (1969). 
ungàrico, agg. (pl. m.-ci) Ungherese. 
ungàro, agg. e sm. agg. 1 Magiaro. 2 Ungherese. 
sm. 1 Appartenente alla popolazione magiara. 2 Ungherese. 3 Ducato d'oro ungherese. 
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