(Schönhausen 1815-Friedrichsruh 1898) Principe e statista tedesco. Deputato della destra nel parlamento di Prussia, in qualità di cancelliere di Guglielmo I (1862) svolse un ruolo fondamentale nel processo di unificazione della Germania. Occupò lo Schleswig-Holstein e il Lauenburg combattendo a fianco dell'Austria contro la Danimarca (1864-1865). Schierato con l'Italia, sconfisse l'Austria (1866) e la espulse dalla confederazione germanica del Nord; l'unificazione del paese si concluse con la vittoria sulla Francia (1870) e l'acclamazione dell'impero germanico a Versailles (1871). Lottò contro i cattolici (1872-1879), nel conflitto noto con il nome di
Kulturkampf; si oppose alle conquiste socialiste emanando leggi straordinarie (1878) e con un programma di riforme sociali (1883-1885). Fu presidente del Congresso di Berlino (1878) e strinse la Triplice Alleanza (Austria, Ungheria e Italia, 1882); pose le basi per una politica coloniale tedesca nel territorio meridionale dell'Africa (Camerun, Togo, Tanganika, 1884-1885). Quando salì al trono Guglielmo II, avverso alla politica del suo cancelliere, Otto Bismarck rassegnò le sue dimissioni (1890).
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bismutinìte, sf.