(Nolay 1753-Magdeburgo 1823) Politico, generale e matematico francese, appartenente a una famiglia di fisici, matematici e politici. Si dedicò a studi di calcolo infinitesimale, geometria e meccanica. Sostenne la rivoluzione francese contro gli stati europei e fece parte della Convenzione nazionale nel 1792 e del Comitato di salute pubblica nel 1793. Grande stratega, introdusse nell'organizzazione militare innovazioni tattiche che portarono le truppe francesi alla vittoria nelle battaglie sostenute tra il 1792 e il 1795. Dopo aver collaborato, fino al 1800, con Napoleone, si dedicò successivamente agli studi. Nel 1814, con l'invasione della Francia da parte di prussiani, russi e austriaci, Carnot si mise nuovamente al servizio di Napoleone che, durante i Cento Giorni, lo nominò ministro degli Interni. Fu esiliato, dopo la sconfitta di Waterloo, dalla restaurazione condotta dai Borboni. Tra i suoi scritti, si segnalano il
Saggio sulle macchine del 1783, nel quale studiò e formulò i principi matematici dell'urto e dell'energia di un sistema; le
Riflessioni sulla metafisica del calcolo infinitesimale del 1797 e il trattato
Sulla difesa delle piazzeforti del 1810.
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carnóso, agg.lemma successivo:
Carnot, Marie-François-Sadi