Cassiodòro, Flàvio Màgno Aurèlio(Squillace ca. 490-583) Prosatore latino. Figlio di un funzionario del re ostrogoto Teodorico, svolse numerosi incarichi politici e, nel 523, divenne segretario di Teodorico (al posto di Boezio) e poi della figlia Amalasunta. Cassiodoro si impegnò per una politica di mediazione. Nel 540, quando i bizantini conquistarono Ravenna, si ritirò dalla vita politica e fondò il monastero di Vivarium, in Calabria, dove si dedicò allo studio e alla scrittura. Tra le opere una raccolta di lettere e documenti sotto il titolo
Variae (537), in dodici volumi, scritti mentre era al servizio dei sovrani goti e
Institutiones divinarum et humanarum lectionum (Istituzioni delle lettere sacre e profane) in due libri, prontuario enciclopedico dedicato alle lettere sacre e profane, con una bibliografia sui diversi argomenti. Da ricordare anche il trattato
De orthographia composto per l'uso dei monaci che trascrivevano i codici antichi nel monastero di Vivarium, che sarebbe servito da modello ai centri scrittorii delle grandi abbazie dei secoli seguenti.
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