Penisola dell'Ucraina (2.456.000 ab.) tra il mar Nero e il mar d'Azov, collegata alla terraferma con l'istmo di Perekop. Territorialmente molto arida, piana e stepposa, si eleva a sud-est con la catena dei monti omonimi. L'economia si basa sull'agricoltura (vite, tabacco, cereali), sull'allevamento e sullo sfruttamento dei giacimenti di petrolio, ferro, gas naturale. Presenti anche industrie metalliche e chimiche. Il clima è mite e consente il turismo balneare. Oltre alla capitale Simferopol, altre città sono Jalta e Sebastopoli.
Guerra di Crimea Guerra combattuta dal 1853 al 1856 tra la Russia e l'impero ottomano. La Russia, erigendosi a difesa dell'ortodossia cattolica, mirava a espandersi a spese della Turchia. Ma l'Inghilterra si oppose al piano di spartizione territoriale voluto dallo zar Nicola I, il quale dal canto suo poteva fare affidamento sull'appoggio dell'Austria. Francesi e inglesi si allearono contro questo progetto e una loro flotta si posizionò al largo dei Dardanelli. La Turchia dichiarò guerra il 23 ottobre 1853 dopo aver intimato invano l'abbandono dei principati danubiani occupati dai russi. Francesi e inglesi entrarono in guerra nel marzo dell'anno dopo, seguiti dalle milizie piemontesi di quindicimila uomini guidati da Lamarmora. Le sconfitte sulla Cernaia e la caduta di Sebastopoli convinsero il nuovo zar Alessandro II (succeduto a Nicola I nel marzo 1855) a firmare la pace, al congresso di Parigi (25 febbraio 1856), anche a condizioni svantaggiose: alla Russia fu intimato di restituire i territori occupati alla Turchia; Moldavia, Valacchia e Serbia cessarono di essere sotto protettorato russo e la navigazione sul Danubio fu assicurata da un controllo internazionale. Per quanto riguarda la questione religiosa, ai cattolici dell'impero ottomano fu garantita la libertà di culto.
lemma precedente:
cricotiroidèo, agg.lemma successivo:
crimen, sm.