Romanzo di D. Buzzati (1940). Il romanzo rappresenta la trasposizione in libro del sentimento dell'autore che, in servizio nella
fortezza del
Corriere della Sera, ha l'impressione che il tempo passi nella vana attesa della gloria. Il titolo doveva essere
La fortezza, poi l'autore preferì il titolo attuale, perché il deserto ha un valore simbolico, mentre i tartari conferiscono un profumo di epopea con la loro stessa assenza. Mancano indicazioni precise di tempo e di luogo: il tenente Drogo si trova in un posto di frontiera, tra montagne e deserto. È considerato il romanzo dell'attesa, nel quale i personaggi vivono unicamente nell'attesa di un avvenimento mitico che potrà procurare la gloria o la morte.
lemma precedente:
desèrto, agg. e sm.lemma successivo:
desessualizzazióne, sf.