(Rouen 1821-Croisset 1880) Scrittore francese, abbandonò l'originario stile romantico a favore di una scrittura impersonale, evitando il lirismo e prediligendo una cura estrema della forma e dello stile, nonché una pungente ironia. Le sue opere altro non erano che una precisa raffigurazione del mondo, spietato e illusorio; per tale ragione Flaubert è stato considerato, con Balzac e Stendhal, il massimo esponente del realismo. Il suo capolavoro è
Madame Bovary (1857), nato da un profondo lavoro di composizione, mirante a una rappresentazione oggettiva e documentaristica della storia; venne accolto all'inizio come un grande successo che gli costò però anche un processo per immoralità, dal quale venne in seguito assolto. Il romanzo è imperniato sulla figura di Emma, una donna borghese insoddisfatta e delusa dalla realtà, divenuta ben presto simbolo dell'umana condizione universale (bovarismo). Altre opere
L'educazione sentimentale,
Le tentazioni di Sant'Antonio,
Tre racconti,
Bouvard e Pécuchet,
Epistolario.
lemma precedente:
flatulènza, sf.lemma successivo:
flautàto, agg.