abrasìvoagg. e sm.
agg. Capace di provocare abrasione.
sm. Sostanza costituita da polveri di estrema durezza, utilizzata per levigare, smerigliare e lucidare superfici. Gli abrasivi possono essere naturali (diamante, quarzo, corindone, silice, pomice e sabbia) o artificiali (alcuni composti di silicio, lana di acciaio e polvere di vetro). La classificazione di un abrasivo viene effettuata in base al grado di durezza, alla struttura cristallina e alla scarsa fragilità. In particolare, dato che durante l'azione abrasiva si verifica la rottura dei granuli della sostanza impiegata, è necessario che gli spigoli dei cristalli si mantengano sufficientemente acuti. È necessario, infine, che i granuli dell'abrasivo siano tanto più piccoli quanto maggiore è la precisione richiesta dalla lavorazione. È possibile utilizzare gli abrasivi direttamente in polvere, eventualmente mescolata a olio o acqua (smerigliatura), o come fogli di carta o tela, sulla cui superficie sono stati opportunamente fissati i granuli, oppure sintetizzati sotto forma di pietre o mole.
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abreazióne, sf.