(Mons 1532-Monaco 1594) Musicista fiammingo. Nel 1544 fu al servizio di Ferdinando Gonzaga, viceré di Carlo V in Sicilia. Dal 1549 al 1552 fu a Napoli, al servizio del marchese G. B. d'Azzia della Terra. Nel 1553 e 1554 fu a Roma, maestro di cappella in San Giovanni in Laterano. Dal 1556 passò al servizio del duca Alberto V di Baviera, del quale divenne maestro di cappella dal 1560. Uomo di mondo, continuamente in viaggio dall'una all'altra capitale europea, fu in grado di assimilare le più disparate esperienze stilistiche. Egli riuscì a fondere in uno stile omogeneo l'antica tecnica del contrappunto con le invenzioni madrigalesche e gli effetti decorativi della scuola veneziana. La sua produzione musicale è di ampiezza impressionante. Sotto la gaia e gioviale esteriorità del suo temperamento, trepidava un'anima in preda al dubbio e all'ansia del divino: una crisi religiosa lo colse verso la metà della sua vita e si accentuò sempre più con gli anni spingendolo a dedicarsi alla musica religiosa senza tuttavia trovarvi la pace. È tra i maggiori polifonisti del XVI sec. Tra le opere
7 Psalmi poenitentiales, 58
Messe,
546
Mottetti a 2-12 voci,
101
Magnificat a 4-6 voci, 32
Inni e
187
Madrigali profani e spirituali (le celebri
Lacrime di San Pietro), 146
Chansons, 93
Lieder e 33
Villanesche.
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lassù, avv.