Romanzo di Stendhal (1834) frutto di una lunga gestazione, lasciato incompiuto dall'autore. Protagonista è Lucien Leuwen, figlio di un banchiere, che, grazie alla protezione paterna, ottiene incarichi importanti nell'esercito. Inizialmente assegnato a una guarnigione dislocata a Nancy, deluso della routine, così diversa dagli eroismi sognati, s'innamora della giovane vedova Mme de Chasteller. Tra malintesi e tenerezza, la storia d'amore sembra svilupparsi in modo irresistibile, se non fosse per l'intervento di un lestofante che per togliersi di torno Lucien, non esita a ricorrere all'inganno e al falso, facendo credere che M.me Chasteller nasconde un figlio avuto da un amante segreto. Lucien crede alla storia e si allontana dall'esercito facendo ritorno a Parigi. Seguendo lo spostamento del protagonista, l'azione si trasferisce a Parigi, dove si svolge la seconda parte del romanzo. Lucien passa al ministero degli interni, dove chiude un occhio su pratiche poco oneste delle quali viene a conoscenza. Troppo intelligente per la società nella quale si trova a operare, Lucien attraversa una profonda crisi e medita di tornare dalla sua amante a Nancy. La morte del padre, costringe il giovane ad abbandonare i suoi progetti. Ambientata nella Francia del periodo di Luigi Filippo, della quale fornisce un vasto quadro sociale d'insieme, l'opera descrive l'ascesa della ricca borghesia. La vicenda è stata portata sullo schermo da Claude Autant-Lara nel 1972.
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lùcido, agg. e sm.lemma successivo:
luciferianèsimo, sm.