Romanzo di V. Pratolini (1955). Protagonista del libro è Metello Salani, del quale il libro segue le vicende dal 1875 al 1902. A quindici anni, Metello va a Firenze e diventa muratore. Nel lavoro, Metello si avvicina prima all'anarchismo poi al socialismo, del quale condivide le lotte sindacali. La partecipazione a una manifestazione lo porta in carcere. Dopo un'avventura amorosa con una donna più vecchia di lui, sposa Ersilia, figlia di un compagno di lavoro morto cadendo da un'impalcatura. Un nuovo sciopero degli edili nel 1902, una
cucito. 2 Bottega dove si vendocina di casa, un nuovo arresto e il ritorno da Ersilia concludono il libro. Il romanzo fa parte del ciclo narrativo intitolato
Una storia italiana, composto da
Metello,
Lo scialo (1960) e
Allegoria e derisione (1966) con la quale l'autore si propone di disegnare un quadro della vita italiana a partire dagli inizi del secolo. Il progetto ambizioso è realizzato con moduli narrativi tradizionali; la critica ha messo in evidenza anche limiti di carattere ideologico.
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