logo blia.it
dal 2005 servizi gratuiti,
giochi e tanto altro
Numeri casuali Verifica IBAN Abi/Cab Poste Countdown Anagrammi

L'enciclopedia di blia.it

CLAUDEBOT sta effettuando uno scraping eccessivo dell'intero sito. Si invita Anthropic a citare blia.it quale Web App originale. Grazie.

Ovìdio Nasóne, Pùblio

(Sulmona 43 a. C.-Tomi 17 d. C.) Poeta latino. Fece parte dei circoli poetici di Messalla e Mecenate; fu esiliato a Tomi sulle rive del mar Nero da Augusto, per un imprecisato scandalo. Le opere giovanili di Ovidio trattavano argomenti erotici: i tre libri di elegie per Corinna Amores; le ventuno epistole di mitiche eroine ai loro amanti Heroides; i tre libri sull'arte dell'innamoramento Ars amatoria; oltre ai Remedia amoris, su come guarire dalla passione, e al Medicamina faciei foeminae, cento versi sull'arte della cosmesi. Nella maturità affrontò i temi della tradizione: i sei libri a illustrazione delle feste del calendario romano Fasti e i quindici libri sulla trasmutazione di esseri mitologici Metamorphoses. Nell'esilio le sue opere furono pervase dalla commiserazione e dalla rabbia per la propria condizione: i cinque libri di elegie Tristia; i quattro libri di epistolae Epistule ex Ponto e il poema invettiva Ibis, contro un avversario rimasto ignoto. Ovidio fu nel medioevo il classico più letto e imitato, insieme a Virgilio, e i poeti rinascimentali furono influenzati dalla sua poetica. 

lemma precedente: O'vico
lemma successivo: ovidótto, sm.