scenografìasf. Insieme degli elementi che costituiscono l'ambientazione scenica di un'opera teatrale e per esteso la tecnica dell'allestimento dell'ambiente di una rappresentazione teatrale o cinematografica. Inizialmente il teatro greco si svolgeva semplicemente all'aperto, poi si cominciarono a caratterizzare alcuni spazi con l'aggiunta di sfondi dipinti su legno o tela (Sofocle ed Euripide). In epoca medievale, con il dramma liturgico e la sacra rappresentazione, il carattere pittorico verrà accentuato, tutto si svolgerà in estensione, per meglio rappresentare episodi del Vangelo e della vita dei santi, attraverso un susseguirsi di scene nello stesso quadro. In epoca rinascimentale vengono riproposti i temi classici, con l'utilizzo, però, della tecnica prospettica. Nel XVII sec. inizia il periodo della grande scenografia italiana, caratterizzata da bizzarri giochi prospettici, sempre più arditi e imprevedibili, ossia fughe architettoniche di paesaggi, angolazioni e scorci dal sotto in su. Un'attenta e precisa ricostruzione storica si avrà in epoca neoclassica, continuando poi, con la corrente romantica, fino alla forma lirica di R. Wagner. Agli inizi del Novecento si passò alla scena tridimensionale, i cui massimi maestri furono A. Antoine, Appia e G. Craig. Con le varie scoperte che si susseguono nel campo artistico e tecnologico, la scenografia compie notevoli progressi, soprattutto grazie a W. Gropius e N. Bal Geddes, ideatori del teatro a scena totale, e a R. E. Jones (padre della scuola americana). Una nuova impostazione nella scelta degli ambienti e degli oggetti è data dagli allestimenti del teatro epico didattico di B. Brecht. Nel cinema, l'utilizzo della macchina da presa, ha cambiato la concezione della scenografia, rendendo possibile un assoluto realismo.
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