(365?-Ravenna 408) Militare e uomo politico romano di origine vandala. Combatté contro i visigoti e contro l'usurpatore Massimo. Divenne, nel 394,
magister militum di Teodosio che, in punto di morte, lo nominò tutore dei suoi figli Arcadio e Onorio. Abbandonato l'oriente, dopo un insuccesso contro i visigoti, divenne arbitro supremo dell'impero d'occidente, amministrando con grande capacità e mostrando tolleranza ed equilibrio in campo religioso. Respinse i goti dall'Italia, sconfisse Alarico a Pollenza (402) e Ragadasio a Fiesole (406). Si ritirò a Ravenna, dove fu vittima di una sommossa militare e Onorio lo fece giustiziare.
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