sm. sing.
1 Dottrina filosofica ellenistica.
2 Serenità di fronte alle disgrazie, contrarietà.
Indirizzo filosofico della scuola greca, creata in Atene da Zenone di Cizio (300 a. C. ca.), che tenne le sue lezioni presso il Portico o
Stoà (da cui deriva il nome). Filosofia principalmente morale, lo stoicismo è caratterizzato da un monismo naturalistico e razionalistico e propone un ideale di saggezza raggiungibile conducendo un'esistenza naturale, accettando con distacco (apatia) e rassegnazione la legge inderogabile del Logos, nella convinzione che tutto ciò che accade è bene. All'antico stoicismo parteciparono Eratostene di Cirene, Zenone di Tarso, Crisippo ecc.; il medio stoicismo, sorto e diffusosi a Rodi, seguì una via eclettica; ne fecero parte Boeto di Sidone e Panezio di Rodi. Il nuovo stoicismo, infine, iniziato da Panezio, fu tipico della Roma dell'età imperiale (Seneca, Epitteto, Marco Aurelio).
lemma precedente:
stoicaménte, avv.lemma successivo:
stòico, agg. e sm.