(Messkirch 1889-Friburgo 1976) Filosofo tedesco. Allievo di Husserl, con la pubblicazione di
Essere e tempo (1927), diede avvio al distacco dalla fenomenologia. L'opera venne interpretata all'epoca come esistenzialista. Secondo Heidegger l'esistenza autentica dell'uomo è configurata come apertura al mondo e come consapevole progettualità che va oltre la quotidianità; alla sua base si trova la consapevolezza dell'ineluttabilità della morte. Nell'opera
La dottrina platonica della verità, con una lettera s
ull'umanismo (1947), Heidegger respinse come falsa l'interpretazione che gli attribuiva la paternità dell'esistenzialismo e affermò che il suo tema era l'essere non l'esistenza. Nel 1933 venne nominato rettore dell'università di Friburgo e aderì al partito nazionalsocialista. Si dimise dall'incarico di rettore nel 1934, pur continuando a insegnare. Nel 1950, con la pubblicazione di
Sentieri interrotti Heidegger sostenne che la poesia è l'unico modo possibile della manifestazione dell'essere. Solo la poesia consente di ritornare sulle tracce di un cammino la cui meta appartiene più alla poesia che alla filosofia. I temi centrali della svolta dopo il 1950 sono per Heidegger: la storia della metafisica come destino dell'occidente, l'essenza della tecnica come realizzazione della metafisica, la possibilità di un superamento della metafisica, l'essenza del linguaggio, la funzione della poesia come strada per il raggiungimento della consapevolezza e l'evasione dalla superficialità. I temi sono affascinanti, ma la trattazione è oscura. Non deve meravigliare quindi il fraintendimento di
Essere e tempo anche da parte degli addetti ai lavori. Altre opere sono
Introduzione alla metafisica (1953),
Che cosa significa pensare? (1954),
Nietzsche (1961),
La tesi di Kant sull'essere (1963),
Il trattato di Schelling sull'essenza della libertà umana (1971).
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