(Prossnitz 1859-Friburgo 1938) Filosofo tedesco fondatore della scuola fenomenologica. La sua teoria ritiene necessario che la coscienza operi una riduzione del suo contenuto alle pure essenze logiche, mediante l'esclusione e la sospensione (
epochè) di tutti gli elementi psicologici ed empirici. Assegna alla filosofia, rigorosamente concepita come scienza, il compito di esaminare e descrivere tali essenze logiche, che sono le strutture necessarie e immutabili delle cose. Tra le sue opere,
Ricerche logiche (1901),
Idee per una fenomenologia pura e per una filosofia fenomenologica (1913 I volume, II e III volumi pubblicati postumi nel 1952),
Meditazioni cartesiane (1931).
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hussìta, agg., sm. e sf.