Commedia di V. V. Majakovskij (1929). L'opera ha per oggetto la critica feroce dei burocrati (rappresentati da Pobedonosikov; nome espressivo formato dall'incrocio di
pobeda=vittoria e
nos=naso, con la terminazione-
kov di tanti nomi russi) che ostacolano l'ultimazione della macchina del tempo realizzata dall'inventore Cudakov. Il comportamento di Pobedonosikov resterà solennemente scornato e umiliato, quando, salito sulla macchina del tempo guidata dalla Donna Fosforescente, verrà espulso come zavorra. Il lavoro fu accolto dalla critica con molta ostilità, in quanto ritenuto espressione di un'arte sostanzialmente estranea alle esigenze della classe lavoratrice.
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