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Punti di interesse turistico della regione Lazio
| Categoria | POI_InteresseArchitettonico |
| Titolo | Il sacro speco di Poggio Bustone |
| Periodo | XIII secolo |
| Descrizione | L’amore per la natura da parte di San Francesco è, in epoca medievale, un atteggiamento particolare e innovativo che contrasta fortemente con il sentimento dell’uomo del Duecento che ogni giorno con fatica dissodava la terra e si difendeva da animali pericolosi: la sua è una posizione controcorrente che lo porta a scegliere eremi, rocce nude e senza riparo, boschi e grotte per aiutarsi a meditare e a pregare, restituendo così, a tutta l’umanità, la sua convivenza pacifica con il creato. A Poggio Bustone, lungo il sentiero francescano, dopo un dedalo di rocce e stretti passaggi, si incontra dapprima la Cappellina di San Michele, costruita dopo la morte del Santo e caratterizzata da una roccia nuda come parete; al suo interno pochi gradini scavati conducono al Sacro Speco, una piccola spelonca immersa nel silenzio della selva di lecci e acacie. Qui San Francesco, dopo un digiuno di quaranta giorni dettò a Frate Leone la Regola francescana. Ancora nelle vicinanze possono ammirarsi la grotta di Frate Leone e il ceppo del leccio sul quale sarebbe apparso Gesù confermando egli stesso la Regola. Il complesso si raggiunge percorrendo un sentiero che induce alla contemplazione e alla meditazione: un viottolo a spirale che sale per circa 600 metri dove ogni sguardo è un incontro meraviglioso con querce secolari, aceri campestri e alcune edicole a ricordo di vicende legate al Santo che permettono al visitatore di entrare nel cuore profondo del francescanesimo. |