Blia.it![]() | dal 2005 servizi gratuiti, giochi e tanto altro |
Punti di interesse turistico della regione Lazio
| Categoria | POI_InteresseCulturale |
| Titolo | Stadio Flaminio - Ladri di biciclette |
| Periodo | XX sec. |
| Descrizione | Ladri di biciclette costituisce forse l’opera Neorealista che più di ogni altra riuscì a rappresentare con efficacia e potenza il dopoguerra italiano. Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Luigi Bartolini, dal quale Zavattini e De Sica (rispettivamente, sceneggiatore e regista) si limitarono a prendere lo spunto iniziale del furto della bicicletta. La ricerca della bicicletta si trasforma in un vagabondare senza meta che possiamo equiparare ad una sorta di viaggio iniziatico compiuto da Antonio e dal piccolo Bruno, attraverso le vie e le piazze di Roma. I luoghi e gli spazi della città “osservano” silenziosamente un nulla che si compie e che riporta i nostri eroi al punto di partenza all’interno della condizione sociale che li imprigiona. Nell'ultima sequenza, Bruno e Antonio giungono in Via Pietro da Cortona, strada collegata a Lungotevere Flaminio da una piccola scalinata, dalla quale è visibile, sullo sfondo, lo Stadio Flaminio. Un primo piano di Antonio anticipa quello che sta per succedere: sopraffatto dalla disperazione, l'uomo tenterà a sua volta di rubare una bicicletta incustodita. Tale gesto si configura come atto di rivolta nei confronti di un mondo in cui Antonio si riconosceva e che invece gli si rivela ostile. Bruno, inizialmente deluso, trova poi la forza per offrire sostegno morale al padre, facendogli comprendere che è pronto a perdonarlo e ricominciare con lui. |