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Punti di interesse turistico della regione Lazio

CategoriaVilla
Titolo“Catena d'acqua” del Giardino Grande del Palazzo Farnese, Caprarola
Periodo1586-1587
DescrizioneLa “catena d’acqua” del Giardino Grande fu realizzata nell’ambito delle sistemazioni progettate da Giacomo del Duca tra il 1586 e il 1587. È costituita da una lunga concatenazione digradante di vasche in peperino bordate da 24 delfini, motivo per cui è detta anche “catena dei delfini”: la caduta dell’acqua prende avvio nella parte sommitale da una tazza originariamente sormontata da un giglio che la sprizzava a effetto di “girandola”, e riversandosi nelle vasche raggiunge una vasca terminale a conchiglia sormontata da mascherone. Alla realizzazione plastica dell’opera collaborò uno scultore fiammingo di nome “Dionisio” (Denis), come attesta una missiva del 1587 dei Priori di Viterbo indirizzata a Del Duca, con cui gli richiedono l’opera dello scultore impegnato a Caprarola nella “fonte del Barchetto”, cioè, probabilmente, il complesso sistema di fontane del Giardino Grande. La “catena” e la gradonata di risalita sono delimitate da due muri-pareti di spalla a contenimento laterale del terreno in pendenza, rivestiti da specchiature di mosaico rustico di pietre, che riprendono la scansione dei muri del “primo ripiano”: in basso è una specchiatura maggiore con un riquadro con un ovale incassato a cui si addossa una specchiatura minore con nicchia sormontata da un tondo incassato contenete un giglio farnesiano in stucco, che si ripete altre due volte a scandire la parete che sale verso l’alto, conclusa in cima da un nuovo modulo a incasso rettangolare in cui si apre in alto un finestrella, il tutto sormontato da volute ed elementi decorativi, palle e giglio Farnese.

Fonte dei dati: Filas | Distretto Tecnologico della Cultura - futouring.eu
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