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Oggi è mercoledì 1 marzo 2016, il sole sorge (a Roma *) alle ore 6 e 45 minuti e tramonta alle ore 17 e 59 minuti (l'almanacco di domani lo trovate qui, l'archivio invece è qui)

Ricorrenze (da Wikipedia)

Nati

Le prime pagine dei quotidiani CORRIERE DELLA SERA, GIORNALE, MESSAGGERO, REPUBBLICA, SOLE 24 ORE, STAMPA, UNITA`, del giorno 01/03 del 2010 2011 2012 2013

Un piatto al giorno (dal Televideo RAI)

* * CRESPELLE DI PROSCIUTTO E FORMAGGIO Dosi per 4: 3 uova, 1 tuorlo, 60g di farina, 2,5dl di latte, 60g di burro, residui di formaggi semi-stagionati, prosciutto cotto, olio e.v. d'oliva, besciamella, grana grattugiato,pangrattato, sale, pepe. Con 2 uova, 50g di farina, 1,5 dl di latte con 10g di burro sciolto, sale, pepe fare una pastella fluida. In una padellina antiaderente unta d'olio preparare un mestolino alla volta le crespelle.Farcirle con una fonduta di latte e formaggi, unendo il prosciutto. Accomodarle in una pirofila imburrata, coprirle con besciamella, grana, pangrattato e gratinare in forno. pagina=578">578 Cucina pagina=580">580 Sapori ritrovati

Cinque voci scelti a caso dall'enciclopedia


assordàre, v. tr. 1 Far diventare sordo; stordire con un rumore eccessivo o molesto. 2 Frastornare, scombussolare. ~ confondere. 
ippocastàno, sm. Angiosperma (Aesculus hippocastanum) della famiglia delle Ippocastanacee e dell'ordine delle Terebintali. Raggiunge i 40 m di altezza. I semi sono utilizzati in medicina per l'estrazione di principi attivi. 
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ossequènte, agg. Che ha o dimostra ossequio. ~ deferente, ossequioso. <> impertinente, impudente. 
Hegel, Georg Wilhelm Friedrich (Stoccarda 1770-Berlino 1831) Filosofo tedesco, fu il massimo esponente dell'idealismo germanico. Nacque il 27 agosto 1770 a Stoccarda. Suo padre, Georg Ludwig, fu segretario ducale della camera finanziaria e, in seguito, capo della cancelleria; sua madre, Maria Magdalena Fromm, fu una donna di grande cultura. Trascorse serenamente la propria fanciullezza, fatta eccezione per un vaiolo in forma gravissima all'età di sei anni. Frequentò per un biennio la scuola primaria tedesca e poi per un altro biennio la scuola latina. La posizione professionale del padre, oltre a dare agiatezza e tranquillità alla propria famiglia, facilitò la nascita di relazioni di vario tipo con persone altolocate appartenenti alla corte e alla politica. Tutto ciò fu di grande stimolo per il giovane Hegel che sviluppò una vivace attenzione e interesse nei campi più diversi. Nel 1777 iniziò a frequentare il Gymnasium Illustre di Stoccarda, una scuola superiore a carattere umanistico-religioso; qui seguì tutto il corso dell'insegnamento medio, cioè sino agli undici anni. Nel 1783 morì la madre, figura alla quale Hegel fu sempre molto affezionato. Nel 1785 iniziò a scrivere un Tagebuch, cioè un diario in tedesco e in latino. Per un lungo periodo non scrisse nulla, essendo la sua attenzione catturata dalle conoscenze che poteva apprendere al ginnasio. Elemento fondamentale del diario fu il suo sempre maggiore interesse per la storia. Buona parte del diario fu dedicata a sunti di libri, ai suoi studi e alle innumerevoli letture sull'illuminismo e sull'antichità classica, sulle lingue e le letterature greca e tedesca, sulle letterature contemporanee straniere, sulle scienze naturali. Il suo interesse riguardò anche filosofi quali Locke, Hume e Kant. Sono di questo periodo alcuni suoi brevi scritti di scarsa importanza (Sulla religione dei greci e dei romani, Su alcune caratteristiche dei poeti antichi ecc.), dove si possono trovare interessanti note sull'organizzazione della società e della cultura in relazione ai compiti dell'artista e dell'arte. Nell'autunno del 1788, dopo aver conseguito la maturità, Hegel si iscrisse all'università di Tubinga, dove venne immatricolato dal teologo Schnurrer come borsista ducale e ospitato nel seminario teologico protestante (il famoso Stilf). In questi anni Hegel iniziò e coltivò la sua amicizia con Hölderlin e con Schelling, i suoi due compagni di stanza, amicizia che si protrasse per una quindicina d'anni. Studiò per due anni filologia con Schnurrer, filosofia e matematica con Flatt e Beckh e ottenne, il 27 settembre 1790, il titolo di Magister Philosophiae. In seguito studiò ancora per tre anni le discipline teologiche con Le Bret, Uhland, Storr e Flatt fino a quando superò l'esame davanti al Concistoro di Stoccarda. Egli amò lo studio della teologia per le sue connessioni con le letterature classiche e la filosofia, ma si interessò anche di botanica e anatomia. Seguì anche altri argomenti e molti autori tra i quali anche Rousseau. Durante questi anni Hegel non si dedicò esclusivamente allo studio, ma condusse una vivace vita studentesca, con spazio per le discussioni, per le allegre tavolate e per il fascino femminile. Come i suoi compagni, rivolse la propria attenzione alla rivoluzione francese, tanto che nello Stift venne fondato un club politico. A questo periodo, durante il quale Hegel non mostrò ancora un particolare interesse per alcuna disciplina, risale un frammento degno di nota, Religione nazionale e cristianesimo, nel quale si può notare una sorta di nostalgia per la polis, per l'uomo greco che vive in comunità. In questo saggio Hegel criticò il cristianesimo e il suo ottimismo e riconobbe il principio illuministico della libertà soggettiva. Concluso questo periodo, nell'autunno del 1793 scelse, tra le varie possibilità offertegli dalla sua condizione, la professione che lo lasciasse il più libero possibile dal lavoro vero e proprio e dal dovere del ministero ecclesiastico: accettò per ben due volte un posto di precettore a Berna e a Francoforte, avendo così la possibilità di viaggiare e molto tempo libero durante il quale dedicarsi allo studio della letteratura antica e della filosofia. Il primo impiego fu presso la famiglia Steiger dove egli lavorò con impegno e assiduità. A questo periodo risalgono Una vita di Gesù, Positività della religione cristiana e il carteggio con Schelling. Nel gennaio del 1797 andò a Francoforte come precettore in casa del mercante Gogel, che lasciò a Hegel molta libertà. Qui ritrovò Holderlin, altri compagni dell'università e coltivò nuove amicizie. Amava conversare, intrattenersi con gli amici e apprezzava la tavola e ancor di più il buon vino. In questo periodo i suoi studi variarono dall'economia politica alla storia contemporanea (lavorava attorno alla Costituzione della Germania), al diritto (in particolare la dottrina del diritto della Metafisica dei costumi di Kant). I suoi scritti trattarono della fine del mondo antico e della nascita del cristianesimo come Chiesa (Spirito del cristianesimo e suo destino) e, in un lavoro più maturo (Frammento di sistema), del rapporto tra la vita e la filosofia come mezzo per comprenderla. 
Nel 1799, alla morte del padre, Hegel ereditò un piccolo patrimonio, grazie al quale poté pensare di dedicarsi alla carriera accademica. Fu questo un momento molto importante, in quanto egli decise di abbandonare l'impiego di precettore e di lanciarsi nell'esperienza accademica di Jena e qui, nel 1801, Hegel pubblicò il suo primo scritto: Differenza dei sistemi filosofici di Fichte e di Schelling in relazione ai contributi di Reinhold per una più semplice comprensione d'insieme dello stato della filosofia agli inizi del XIX secolo. Il 27 agosto, sempre a Jena, sostenne la libera docenza con la Dissertatio philosophica de orbitis planetarum. Hegel tenne lezioni non servendosi di manuali accreditati ma utilizzando suoi appunti. In questo periodo tenne anche il primo corso di storia della filosofia. A differenza delle lezioni di Schelling, sempre affascinanti, sicure e sufficientemente teatrali, quelle di Hegel furono semplici, espresse con una terminologia e un linguaggio ancora molto da perfezionare. Egli era conosciuto come un essere strano e oscuro, la sua platea si ridusse a un piccolo, ma assai entusiasta, circolo di ammiratori e discepoli. Nel 1802-1803, Hegel e Schelling, fondarono il Kritisches journal der Philosophie (Giornale critico della filosofia). Nel 1805, grazie all'intervento di Goethe, ottenne un incarico universitario, con uno stipendio di cento talleri. Nel 1806, però, con la battaglia di Jena, si concluse il periodo più ricco, originale e inquieto della sua attività filosofica; si vide costretto a lasciare la città, portando con sé le ultime pagine della Fenomenologia dello spirito, che ultimerà l'anno successivo. Il 5 febbraio 1807 nacque Ludovico, figlio naturale che Hegel ebbe dalla sua padrona di casa e del quale si occupò sempre, dandogli un'istruzione, cercandogli un lavoro e accogliendolo in casa, quando era già sposato. In questo anno, non riuscendo a passare all'università di Heidelberg, Hegel accettò la redazione della Bamberger Zeitung. Tale possibilità gli venne offerta dall'amico e compagno di studi Niethammer, divenuto funzionario del regno di Baviera. Nel 1808 questo stesso amico gli offrì il posto di rettore dello Aegydiengymnasium di Norimberga, con insegnamento delle materie filosofiche propedeutiche. In seguito, nel 1813, fu nominato anche Lokal-Schulrat (consigliere scolastico), cioè una specie di provveditore agli studi con poteri un po' più estesi. Egli, infatti, dovette occuparsi dell'organizzazione di tutte le scuole e dei loro rapporti con l'autorità centrale; studiò la struttura delle scuole per i poveri e sollevò dalla miseria le altre scuole elementari; gli venne inoltre affidato il potere di esaminare i candidati all'insegnamento della filosofia. Nel 1811 Hegel sposò Marie von Tucher, ragazza appartenente a una delle famiglie più nobili di Norimberga. Da questo matrimonio nacquero due figli, Karl e Immanuel. In questi anni lavorò moltissimo, il suo tempo fu completamente occupato dagli impegni del ginnasio e dalla stesura della Scienza della Logica che verrà pubblicata dal 1812 al 1816. Nell'autunno del 1816 Hegel venne chiamato alla cattedra di filosofia dell'università di Heidelberg. Qui egli tenne lezioni di metafisica, logica, storia della filosofia, estetica e diritto naturale. I circoli culturali della città erano tranquilli e meditativi e il filosofo vi si trovò bene. Divenne amico del filologo classico e archeologo Creuzer, del teologo e filosofo Daub, di Voss, il traduttore di Omero e consolidò la vecchia amicizia con Paulus, un amministratore dello stato. Nel 1817 uscì l'Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio. Nello stesso periodo pubblicò diversi articoli filosofici e politici nella sezione di filosofia e filologia dell'Heidelberger Jahrbücher für Literatur (Annali letterari di Heidelberger), del quale aveva assunto la redazione. Nel 1818 vide la realizzazione di un suo sogno quando, per interessamento del ministro di Prussia von Altenstein, venne chiamato alla cattedra di Berlino, cattedra che fu di Fichte. Due anni più tardi venne nominato membro della Reale commissione esaminatrice scientifica per la provincia del Brandeburgo, con il compito di esaminare i giovani candidati per l'insegnamento della filosofia e gli studenti all'esame di ammissione all'università. Nel 1821 uscì la Filosofia del diritto, ultima sua opera a stampa, con il doppio titolo: Lineamenti di Filosofia del diritto-Diritto naturale e teoria dello stato in compendio a uso delle lezioni. A Berlino Hegel insegnò estetica, filosofia della religione, filosofia della storia, storia della filosofia, filosofia del diritto, logica e metafisica. Per oltre dieci anni tenne lezioni sull'Enciclopedia delle scienze filosofiche. In questi anni egli non insegnò soltanto, ma trovò il tempo per compiere alcuni viaggi: Bruxelles e l'Olanda (1822), Praga e Vienna (1824) e Parigi (1827). A differenza di molti suoi contemporanei che non si spostavano mai o solo per brevi itinerari, viaggiò per il gusto di viaggiare, per poter ammirare la natura, coltivare la sua passione per l'arte e appagare la sua curiosità per le varie città e la vita che vi si conduceva in esse. Nel 1829 venne eletto rettore dell'università. Il 14 novembre 1831, dopo una breve malattia, Hegel morì improvvisamente di colera. La sua salma fu portata al cimitero berlinese di Dorotheenstadt, accanto a quella di Fichte. In tutte le sue opere Hegel propugna il suo approccio alla filosofia, che, partendo dal rifiuto delle concezione di Kant, intende ristabilire la filosofia come sapere assoluto, che deve abbracciare la totalità dell'esperienza umana. A questo scopo elabora un metodo specifico, la dialettica, che interpreta quel processo verso l'assolutezza del sapere attraverso la ragione e lo spirito. La fenomenologia è la descrizione del cammino necessario da compiere partendo dalla coscienza sensibile fino alla ragione che diventa cosciente di sé e del suo da farsi. La spinta verso l'assoluto si esplica nella dialettica in un confronto continuo tra tesi e antitesi per conciliare le parziali verità opposte con la sintesi, arrivando così alla sistemazione della totalità razionale del reale. 

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