afasìa, sf.
Disturbo causato da lesioni cerebrali a carico dei centri del linguaggio che si manifesta con la difficoltà di articolare e comprendere le parole. L'afasia si può suddividere in motoria e sensoriale. Il primo caso è caratterizzato da un'incapacità da parte di chi ne è affetto di esprimersi verbalmente, non accompagnata da reali difficoltà percettive. Il secondo tipo, invece, inibisce le facoltà di analisi e comprensione del soggetto, impedendogli l'apprendimento delle tecniche di espressione (parola, scrittura e gestualità).
afàsico, agg. e sm.
1 Relativo ad afasia. 2 Affetto da afasia.
afelchìa, sf.
Temporanea fuga mentale dalla realtà.
afèlio, sm.
Il punto dell'orbita di un pianeta (o di una cometa) in cui questo viene a trovarsi alla massima distanza dal Sole. La Terra raggiunge il suo afelio il 4 luglio. <> perielio.
Afèltra, Gaetàno
(Amalfi 1915-) Giornalista, direttore de Il Giorno dal 1972 al 1980. Tra i suoi scritti, Desiderare la donna d'altri, Famosi a modo loro, Missiroli e i suoi tempi (1985) e Mordi la mela ragazzo (1995).
afemìa, sf.
Termine in uso un tempo dai neurologi per indicare l'afasia motoria.
afèresi, sf.
1 Caduta di un suono o gruppo di suoni all'inizio di parola, per esempio Tonio invece di Antonio oppure spedale invece di ospedale (da non confondersi con il troncamento). 2 Gioco di enigmistica consistente nel trovare due parole di cui la seconda è ottenuta dalla prima per aferesi.
Aff. Est.
Sigla di Ministero degli Affari Esteri.
affàbile, agg.
Che dà ascolto e si intrattiene col prossimo con estrema cordialità e semplicità. ~ amabile. <> scorbutico.
affabilità, sf.
Cordialità. ~ comunicativa. <> distacco.
affabilménte, avv.
In modo affabile.
affabulàre, v. tr.
1 Raccontare in forma di favola, di finzione scenica. 2 Avvolgere in una trama illusoria. ~ ingannare.
affabulazióne, sf.
Nel linguaggio della critica, le parole con cui l'autore presenta o commenta il soggetto, svolgendo nei confronti del lettore o dello spettatore un'opera di persuasione improntata a notevole impegno stilistico.
affaccendaménto, sm.
Movimentata attività, talvolta inutile e ostentata.
affaccendàrsi, v. rifl.
Darsi molto da fare, occuparsi attivamente. ~ adoperarsi. <> oziare.
affaccendàto, agg.
Che è molto occupato. ~ indaffarato. <> sfaticato.
affacchinàre, v.
v. tr. Costringere a lavori faticosi.
v. rifl. Sottoporsi a fatiche eccessive.
affacciàre, v.
v. tr. 1 Mettere in vista, far vedere. ~ esporre. 2 Avanzare: affacciare un dubbio. ~ manifestare.
v. intr. Essere esposto, essere rivolto verso.
v. intr. pron. 1 Mostrarsi. ~ comparire. <> ritrarsi. 2 Presentarsi, prendere corpo, emergere. ~ prospettarsi. <> svanire.
affacciàto, agg.
Che è posto faccia a faccia.
affàccio, sm.
La vista, il panorama su cui affacciano le finestre o i balconi di un appartamento.