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Enciclopedia

affusolàto, agg. 1 Sottile; snello. ~ fusiforme. <> tarchiato. 2 Detto di abito, aderente. 

affùsto, sm. La base su cui poggia una bocca da fuoco. 

afgàno, o afghàno, agg. e sm. agg. Dell'Afghanistan. 
sm. Chi è nato, chi abita nell'Afghanistan. 

Afghanistan Repubblica dell'Asia centrooccidentale, confina con il Turkmenistan, l'Uzbekistan, il Tagikistan a nord, con la Cina per un breve tratto a est, con il Pakistan a est e a sud-est e con l'Iran a ovest. 
Il territorio si estende dal prolungamento dell'altopiano iraniano fino ai massicci del Pamir e del Karakorum ed è attraversato nella parte settentrionale da un sistema montuoso, le catene del Paropamisus e dell'Hindukush (con cime oltre i 5.000 m), che divide il paese in due grandi aree, quella a nord-ovest che scende verso l'Amudarja (il fiume che per un lungo tratto traccia il confine settentrionale) e l'altra a sud-ovest molto più ampia, un altopiano che scende dai 1.500 m fino alle poche centinaia di metri della depressione del Sistan. 
La cima più alta si trova nel massiccio del Koh-i-Baba (5.143 m). 
Le valli sono generalmente ampie e percorse da fiumi che nella stagione del disgelo raggiungono portate notevoli. I fiumi in massima parte appartengono a tre bacini distinti, dell'Amudarja a nord, dell'Indo a est e dell'Helmand a ovest (è quest'ultimo il maggiore fiume del paese, 1.400 km). Quasi tutti terminano nei bacini desertici meridionali. 
Il clima è continentale e prevalentemente arido, poiché le piogge variano dai 100 mm nelle pianure ai 300 mm delle montagne. Altitudine e continentalità determinano forti escursioni termiche, sia diurne che stagionali. La capitale Kabul (1.000.000 ab.) sorge all'incrocio di importanti vie di comunicazione stradale. Altre città sono Kandahar, Herat, Mazar-i-Sharif, Jalalabad, Kunduz, Baghlan. 
Buona parte della popolazione è stanziale e abita prevalentemente le vallate dei fiumi principali, ma il fenomeno del nomadismo assume proporzioni rilevanti (popolazione dei Pathani). Il nord è abitato da numerose comunità di origine iranica. 
Il paese è sostanzialmente sottosviluppato e la sua economia si basa sull'agricoltura (cereali e frutta) e la pastorizia nomade. La coltivazione del cotone e l'allevamento di ovini (si ricorda la razza karakul) alimentano l'industria tessile, principale attività industriale insieme e quella alimentare. Buone le risorse naturali (cromo, ferro, berillio) e notevole la produzione di gas naturale che rappresenta con il commercio di tappeti una delle principali voci dell'esportazione. 
STORIA Provincia dell'impero persiano achemenide (VI-IV sec. a. C.), ellenizzata dopo la conquista di Alessandro (329) particolarmente nella Bactriana, la regione fa parte dell'impero kusana (I sec. a. C.-V sec. d. C.) influenzato dal buddhismo. Cominciata con la conquista di Harãt da parte degli arabi (651), l'islamizzazione continuò sotto i Ghaznevidi. Nel 1221-1222 il paese è devastato dalle invasioni mongole. 
Nei secoli XVI-XVII, dopo la rinascita timuride del XV sec., viene suddiviso tra l'Iran e l'India moghul. L'indipendenza, conquistata nel 1747 con l'insediamento di un potere nazionale, minacciata dall'avanzata degli inglesi in India (guerre del 1839-1842, 1878-1880) e da quella dei russi in Asia Centrale, viene riconosciuta nel 1921. 
Dopo l'instaurazione della repubblica (1973) e il successivo colpo di stato comunista (1978), l'URSS, coinvolta a partire dal 1955 in una politica di cooperazione, interviene militarmente nel paese nel dicembre 1979. Il regime che la sostiene e la sua armata di occupazione si scontrano con la resistenza dei moudjahidin. Nel 1988-1989 le truppe sovietiche si ritirano dal paese. Nel 1992, la caduta del regime comunista è seguita dall'instaurazione di un potere islamico. Ma i combattimenti tra fazioni rivali continuano. 
Abitanti-20.141.000 
Superficie-647.497 km2 
Densità-31,1 ab./km2 
Capitale-Kabul 
Governo-Repubblica presidenziale 
Moneta-Afghani 
Lingua-Pashto e dari 
Religione-Musulmana di rito sunnita e sciita 

AFI Sigla di Alfabeto Fonetico Internazionale. 

afibrinogenemìa, sf. Affezione di tipo emorragico causata da una sensibile diminuzione o all'assenza totale di fibrinogeno nel sangue. 

aficionado, sm. 1 Acceso ammiratore; fanatico, tifoso. ~ fan. 2 Frequentatore abituale. ~ habitué. 

àfide, sm. Insetto (noto anche come afide delle rose, Macrosiphon rosae) della famiglia degli Afididi e dell'ordine degli Emitteri. Lungo poco meno di 5 mm, è molto dannoso per i germogli. 

Afìdidi Famiglia di Insetti Emitteri cui appartengono i pidocchi delle piante. 

afilàssi, sf. Assenza dei meccanismi di difesa cellulari e umorali. 

afìllo, agg. Riferito alle piante il cui fusto è privo di foglie. 

aflatossìna, sf. Micotossina ritenuta la causa dell'insorgere negli organismi superiori di alcuni tumori procurati dalla sua capacità di interagire con il DNA. 

AFL-CIO Sigla di American Federation of Labour-Congress of Industrial Organization (federazione americana del lavoro-associazione delle organizzazioni industriali). 

àfnio, sm. Elemento chimico metallico di simbolo Hf, numero atomico 72 e peso atomico 178,49. Si trova nei minerali di zirconio, in quantità comprese tra l'1% e il 5%. Si può ottenere per riduzione del tetracloruro di zirconio con magnesio. Lucente, duttile e resistente alla corrosione, viene impiegato nel controllo dei reattori nucleari. 

afocàle, agg. Riferito a un sistema ottico centrato i cui fuochi si trovano all'infinito. 

afòdio, sm. Genere di Insetti Coleotteri. 

afonìa, sf. Impossibilità di produrre suoni per un'alterazione del meccanismo della fonazione. 

àfono, agg. Colpito da afonia. ~ flebile. <> squillante. 

aforìsma, sm. Sentenza breve che esprime sinteticamente un pensiero, un insegnamento di vita, un precetto morale risultante da meditazione (voce dotta dal greco aphorismòs, definizione). Si cita, per esempio, un famoso aforisma (o pensiero) di B. Pascal: "Il cuore possiede ragioni che la ragione non conosce". Lo scopo è di colpire l'attenzione con la sinteticità del pensiero e spingere il lettore alla riflessione personale. Famosi furono gli aforismi di Ippocrate (V-VI sec. a. C.). Altre opere che si strutturano sul modello di Ippocrate sono i Saggi di M. de Montaigne (1580), Le massime di F. de La Rochefoucauld (1656), gli Aforismi sulla guerra di R. Montecuccoli (1670), i Pensieri di B. Pascal (1670), I caratteri di J. de La Bruyère (1688), le Lettere dall'Inghilterra di G. C. Lichtenberg e gli Aforismi sulla saggezza della vita del filosofo tedesco A. Schopenhauer (1851). Altri autori che hanno spesso utilizzato aforismi sono J. W. Goethe, Novalis, F. Nietzsche e K. Kraus. ~ massima, motto. 

Aforismi Prosa di G. Ch. Lichtenberg (postuma 1902-1908). 

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