abduzióne, sf.
1 Atto, effetto dell'abdurre. 2 Sillogismo aristotelico "A, B, quindi C" dove la premessa maggiore A è certa mentre la premessa minore B e la conclusione C sono egualmente probabili.
3 Ragionamento in cui la conclusione è solo verosimile.
ABE
In informatica indica il nome di un programma MS-DOS che permette di preparare un file binario per l'invio tramite posta elettronica.
Abe, Kobo
(Tokyo 1924-1993) Pseudonimo di Abe Kimifusa. Romanziere e drammaturgo, sviluppò uno stile peculiare che risente delle suggestioni del teatro dell'assurdo e dell'influsso kafkiano. Nei suoi libri traspare l'esperienza della vita trascorsa da ragazzo nella desolazione della Manciuria e la sua passione per lo studio degli insetti. Tra le opere La parete (1951), La donna di sabbia (1962), La mappa bruciata (1967), Amici (1967) e L'uomo scatola (1973).
abecedarium, o abeceturium, sm.
Alfabeto greco e latino tracciato dal vescovo con il suo pastorale.
Abéché
Città (188.000 ab.) del Ciad, capoluogo della prefettura di Ouddaï.
Abel, Niels Henrik
(Findö 1802-Froland 1829) Matematico norvegese cui si devono gli sviluppi delle teorie delle funzioni ellittiche e delle funzioni abeliane. Per primo (a 19 anni) dimostrò l'impossibilità di trovare una soluzione "algebrica" generale per le equazioni di quinto grado (ossia di esprimere le soluzioni in funzione dei coefficienti mediante formule contenenti solo funzioni algebriche, ossia ottenute componendo quattro operazioni e potenze ad esponente razionale); è considerato uno dei fondatori della teoria dei gruppi.
Abelàrdo, Pietro
(Le Pallet, Nantes 1079-Châlon-sur-Saône 1142) Teologo, maestro di dialettica e filosofo francese. In seguito alla relazione con una sua allieva, Eloisa, fu condannato all'evirazione. Dopo la tragica conclusione della vicenda si fece monaco. Allievo di Roscellino, fu tuttavia critico nei confronti del suo maestro e propose, sul problema degli universali, la teoria del concettualismo. Per l'ostilità di molti teologi del suo tempo, tra cui San Bernardo, fu dichiarato eretico due volte (nei concili di Soissons (1121) e di Sens (1141). Tra le sue opere, Dialectica (1121), Sic et non (1121), Theologia christiana (1123), Introductio ad theologiam e il Dialogus inter iudaeum, philosophum et christianum. Di grande interesse per la comprensione della cultura e della società dell'epoca, sono l'autobiografia Historia calamitatum mearum e il carteggio epistolare scambiato con Eloisa. In teologia Abelardo propose la ricerca personale come mezzo di scoperta della verità e per la soluzione di questioni controverse. In etica affermò che il criterio della moralità degli atti non è fissato dalla sola norma esteriore, ma anche dall'intenzione con cui il soggetto compie un'azione.
Abèle
Personaggio biblico, secondo figlio di Adamo ed Eva, fu assassinato dal fratello Caino geloso perché meno gradito a Dio. La sua morte ispirò molte opere letterarie, come il poema La morte di Abele di Solomon Gessner (1758), l'oratorio del Metastasio La morte d'Abel (1732) e l'Abele di Alfieri.
abelmósco, sm.
Nome comune dell'Hibiscus abelmoschus, detto anche ambretta. Coltivato nei paesi tropicali per estrarne oli essenziali dal profumo di muschio, viene utilizzato in profumeria e come aromatizzatore di liquori
Abeokuta
Città (396.000 ab.) della Nigeria, capoluogo dello stato di Ogun.
Aberdeen
Città della Gran Bretagna (200.000 ab.) nella regione scozzese di Grampian. Situata alla foce dei fiumi Don e Dee, risulta essere uno dei porti più importanti della Scozia sul Mare del Nord. Particolarmente sviluppata è la pesca di aringhe e non mancano insediamenti industriali con impianti conservieri, alimentari e della lavorazione di carta e granito. Residenza dei re di Scozia per due secoli, conserva una pregevole cattedrale gotica (Saint Machar).
Aberdeen, George Hamilton
(Edimburgo 1784-Londra 1860) Conte inglese e uomo politico conservatore; fu primo ministro dal 1852 al 1855.
aberrànte, agg.
Anormale. ~ abnorme. <> regolare.
aberrànza, sf.
Singolarità rappresentata da un valore che si discosta notevolmente dalla media di un campione osservato.
aberràre, v. intr.
Sviarsi; deviare dalla norma, dal giusto.
aberratio delicti, loc. avv.
Divergenza tra il reato voluto e quello commesso.
aberratio ictus, loc. avv.
Errore nell'attuazione di un proposito criminoso consistente nel commettere l'azione contro una persona che non ha nulla a che vedere con quella cui l'azione era diretta.
aberrazióne, sf.
1 Il deviare da ciò che è normale. ~ snaturamento. <> dirittura. 2 Anomalia di organi o funzioni. ~ disfunzione. <> regolarità. 3 Mostruosità.
abetàia, sf.
Abetina.
a-betalipoproteinemìa, sf.
Impossibilità da parte delle cellule intestinali di sintetizzare le lipoproteine beta (nota anche come sindrome di Bassen-Kornzweig).