alfabetizzàre, v. tr.
1 Liberare dall'analfabetismo insegnando a leggere e scrivere. 2 Mettere in ordine alfabetico.
alfabetizzazióne, sf.
Azione dell'alfabetizzare.
alfabèto, sm.
Sistema di segni usati per rappresentare graficamente i suoni di una lingua. In origine i segni avevano un carattere figurativo e venivano incisi su pietre per esprimere esattamente quello che rappresentavano (animali, armi ecc.). Più tardi, la scrittura divenne ideografica, il segno, cioè, rappresentava non solo la cosa ma anche un concetto più generale; con il tempo è passato a esprimere il suono alla base della parola. I primi segni fonetici, sono stati usati dagli egizi che li interponevano agli ideogrammi. Furono i fenici, nella seconda metà del II millennio a. C., a gettare le basi di un alfabeto come è inteso oggi, organizzandolo sistematicamente in ventidue segni consonantici. Tra il XII e l'VIII sec. a. C., i greci adottarono l'alfabeto fenicio, adattandolo alla loro lingua. Dalla Grecia passò ai popoli italici, ebrei e arabi. Tra gli alfabeti italici, ebbero molta fortuna quello etrusco e quello latino. ~ abicì.
Alfabeto Cristiano
Opera di teologia di J. de Valdés (1546).
àlfa-bloccànti
Gruppo di sostanze chimiche capaci di bloccare o inibire i recettori alfa del sistema adrenergico.
alfàlfa, sf.
Nome spagnolo dell'erba medica medicago sativa.
alfàna, sf.
Cavallo arabo, grosso, forte e focoso.
Alfàni, Giànni
Poeta fiorentino del XIII sec., scrisse un sonetto satirico dedicato a G. Cavalcanti e sei ballate.
Alfàno (abate)
(Salerno 1020 ca-1085) Abate benedettino e poi arcivescovo di Salerno.
Alfàno (comune)
Comune in provincia di Salerno (1.541 ab., CAP 84040, TEL. 0974).
alfanumèrico, agg.
In informatica è il sottoinsieme di caratteri che comprende i numeri e le lettere dell'alfabeto.
alfaterapìa, sf.
Utilizzo dei raggi alfa a scopo terapeutico.
Alfedèna
Comune in provincia di L'Aquila (741 ab., CAP 67030, TEL. 0864).
Alfianèllo
Comune in provincia di Brescia (2.209 ab., CAP 25020, TEL. 030).
Alfiàno Nàtta
Comune in provincia di Alessandria (806 ab., CAP 15021, TEL. 0141).
alfière, sm.
1 Portabandiera. ~ gonfaloniere. 2 Chi sostiene per primo o con più impegno una dottrina. ~ antesignano. 3 Uno dei pezzi del gioco degli scacchi.
Alfièri, Dìno Orlàndo
(Bologna 1886-Milano 1966) Fu ministro della cultura popolare (1936) e dal 1940 ambasciatore in Germania. Nella seduta del gran consiglio del fascismo votò contro Mussolini (24-25 luglio 1943).
Alfièri, Vittòrio
(Asti 1749-Firenze 1803) Poeta e prosatore di nobili origini e dal carattere esuberante e inquieto; rimasto orfano di padre, entrò a nove anni nell'Accademia militare di Torino e vi rimase per otto anni. Ottenuta licenza dal re, quando uscì compì lunghi viaggi attraverso l'Europa. Rientrato in Italia nel 1772, scrisse la tragedia Cleopatra, che venne rappresentata con successo. A quasi trent'anni riprese gli studi, studiò i classici latini e quelli italiani. Nel 1777 conobbe e si innamorò della duchessa d'Albany, che gli sarà accanto, sostenendolo e incoraggiandolo, per tutta la vita. Anche nelle sue opere, Alfieri esprime il suo spirito d'indipendenza e il suo odio per il dispotismo; vede nella poesia la più alta manifestazione artistica di libertà e consapevolezza. Compose oltre venti tragedie, in endecasillabi, tessute attorno a figure eroiche; tra le altre Filippo (1775-1777), Antigone e Oreste (1776), Agamennone (1776-1778), La congiura de' Pazzi (1777-1789), Saul (1782) e il capolavoro Mirra (1784-1786). Compose inoltre rime, satire, epigrammi, commedie e un'autobiografia, Vita (1790-1803), iniziata a Parigi nel 1790 e finita a Firenze poco prima della sua morte.
alfìne, avv.
Alla fine. ~ finalmente.
alfòl, sm.
Isolante termico costituito di lamine sottili di alluminio.