allucinànte, agg.
1 Che abbaglia. ~ accecante. 2 Che suscita impressione. ~ incredibile.
allucinàre, v. tr.
1 Abbagliare, alterare la facoltà visiva fino a far vedere ciò che non è. ~ abbacinare. 2 Indurre in errore. ~ ingannare.
allucinàto, sm.
Chi soffre di allucinazioni. ~ visionario.
allucinatòrio, agg.
Di allucinazione, che dà luogo ad allucinazione.
allucinazióne, sf.
Percezione di oggetti non esistenti, ma ritenuti reali dal soggetto. ~ illusione, miraggio.
allucinògeno, sm.
Sostanza naturale o sintetica, che provoca disturbi del sistema nervoso centrale con conseguente comparsa di allucinazioni. ~ stupefacente. In Asia e nelle Americhe, le popolazioni autoctone utilizzano fin dall'antichità allucinogeni di origine vegetale (come la mescalina) a scopo rituale durante le cerimonie religiose. I conquistatori e i mercanti europei li diffusero anche nel vecchio continente a partire dal XVII sec. Tali sostanze, utilizzate in medicina a scopo psicoterapeutico, si sono in seguito diffuse con fini esclusivamente voluttuari. Attualmente gli allucinogeni più diffusi sono le anfetamine e il potentissimo LSD (composto dell'acido lisergico, derivato dalla segale cornuta).
allucinòsi, sf.
Stato mentale contraddistinto da disturbi psicosensoriali a carattere allucinatorio.
allùdere, v. intr.
Riferirsi a qualcosa o qualcuno in modo indiretto o velato. ~ sottintendere. <> precisare.
All'ultimo respiro
Film drammatico, americano (1983). Regia di Jim McBride. Interpreti: Richard Gerre, Valerie Kaprisky, William Tepper. Titolo originale: Breathless
allumacàre, v. tr.
Lasciare la striscia, come fa la lumaca con la propria bava.
allumacatùra, sf.
1 L'allumacare. 2 Striscia lucida che rimane su un panno dopo una stiratura difettosa.
allumàre, v. tr.
1 Dar l'allume alle pelli, prima di tingerle, per conciarle. 2 Accendere, illuminare. 3 Adocchiare.
allùme, sm.
Sale costituito da solfati doppi di metalli monovalenti e trivalenti. I metalli trivalenti possono essere alluminio, cromo, manganese, ferro, cobalto, titanio, vanadio, rodio, gallio, indio, iridio. Il più noto e tipico degli allumi è l'allume di rocca o potassico, che è il solfato doppio di alluminio e potassio; viene utilizzato in tintoria, per fissare le sostanze coloranti sulle fibre, e nella concia delle pelli. In medicina si usa come astringente, emostatico e caustico.
Allumière
Comune in provincia di Roma (4.273 ab., CAP 00051, TEL. 0766).
alluminàre, v. tr.
1 Rivestire una superficie con uno strato di alluminio. 2 Impregnare un tessuto con allumina.
alluminìco, agg.
(pl. m.-ci) Relativo ai sali e agli acidi di alluminio.
allumìnio, sm.
Elemento chimico di simbolo Al, numero atomico 13, peso atomico 26,98154. Il danese H. Oersted lo isolò per la prima volta nel 1825. È uno dei più importanti metalli industriali per le sue numerose applicazioni. Non esiste in natura allo stato libero, ma è il più diffuso sotto forma di composti e costituisce l'8,2% della litosfera. I principali minerali d'alluminio sono la bauxite, la criolite, l'allume e i silicati. Si trova nei graniti e nei feldspati. È un metallo leggero, di peso specifico 2,7, malleabile, di colore bianco argenteo, punto di fusione 660 °C, discreto conduttore di calore ed elettricità. All'aria si ricopre di un leggero strato di ossido che lo preserva dagli agenti atmosferici. Reagisce sia con gli acidi (acido cloridrico, cloruri, acidi organici) sia con gli alcali che sciolgono l'ossido superficiale sviluppando ossigeno. Innumerevoli le leghe d'alluminio, molto usate nella produzione moderna, formate in particolare con silicio, magnesio, rame, zinco e manganese. Puro, è impiegato per la fabbricazione di conduttori elettrici leggeri.
allumìno-
Primo elemento che nella terminologia chimica sta a indicare la presenza di alluminio in una molecola.
alluminósi, sf.
Termine medico che designa le lesioni polmonari provocate dall'inalazione di polveri contenenti alluminio.
alluminóso, agg.
Che contiene allumina o un altro composto dell'alluminio.