anarmonìa, sf.
Dissonanza. ~ disarmonia.
anàrrica, sm.
Genere di Pesci Teleostei comprendente il pesce lupo tipico del mare del Nord.
anartrìa, sf.
Disturbo nel linguaggio che consiste nell'incapacità di articolare le parole.
ANAS
Sigla di Azienda Nazionale Autonoma delle Strade e Associazione Nazionale Allevatori Suini.
ànas, sm.
Genere di Uccelli Anseriformi cui appartengono le anatre.
anasàrca, sf.
Deposito di acqua negli interstizi tra i tessuti.
anasàzi, agg. invar.
Relativo a una cultura neolitica dell'America del Nord.
anàspis, sm. invar.
Genere di Insetti Coleotteri.
anaspongiocitòsi, sf.
Apparente scomparsa di cellule del cortico surrenale in condizioni nutrizionali deteriorate.
Anassàgora
(Calzone 499-Lampasso 428 a. C.) Filosofo greco; della sua opera più importante, Sulla natura, rimangono alcuni frammenti. Sostenne che in ogni cosa sono contenuti i semi, o elementi originali, di tutte le cose; tali semi, chiamati poi da Aristotele omeomerie, che da principio erano tutti insieme nel caos originario, sono regolati dall'intelletto o Nous, supremo ordinatore del mondo.
Anassimàndro
(Mileto 610-546 ca a. C.) Filosofo greco. Prese parte attiva alla vita della sua città guidando la fondazione di una colonia. Delle sue opere ci restano numerose testimonianze, ma un solo frammento di un lavoro in prosa. Appartenente alla scuola ionica, si interessò anche all'astronomia e alle scienze naturali ed è ritenuto l'inventore dello gnomone o meridiana (orologio solare). Dall'esperienza della navigazione e dei commerci, Anassimandro fu tratto a cercare di immaginare un mondo comprensibile e ordinato. La sua concezione filosofica dell'origine del mondo è il principio dell'apeiron, la mescolanza indeterminata e indefinita da cui trae origine ogni cosa per separazione degli opposti. Secondo le parole del frammento pervenutoci "principio degli esseri è l'apeiron. Da dove infatti gli esseri hanno origine, ivi hanno anche la distruzione secondo la necessità". A partire da esso si sono sviluppati gli elementi (aria, acqua, terra e fuoco) e gli oggetti che costituiscono il mondo dell'esperienza umana. Anassimandro immagina il mondo come un grande meccanismo puramente naturale, per la cui definizione non è necessario ricorrere ad alcun intervento soprannaturale.
Anassìmene di Làmpsaco
(Lampsaco, Asia Minore, ca. 380-ca. 320 a. C.) Storico greco. Tra le opere Hellenica (ca. 340-335).
Anastasi, Anne
(New York 1908-) Psicologa. Studiò alla Columbia University di New York, laureandosi in psicologia nel 1928. Per oltre un trentennio ha esercitato la professione di docente universitaria di psicologia. Tra le sua opere, Psicologia differenziale (1937), I campi della psicologia applicata (1964) e I test psicologici (1964).
Anastàsio
Papi
Anastasio I
(?-Roma 401) Papa dal 399 al 401, si oppose alle dottrine di Origene e di Donato.
Anastasio II
(?-Roma 498) Papa dal 496 al 498, respinse le dottrine di Acacio.
Anastasio III
(?-Roma 913) Papa dal 911 al 913.
Anastasio IV
(?-Roma 1154) Papa nel 1153 e 1154.
Bisanzio
Anastasio I
(Durazzo 430 ca.-Costantinopoli 518) Succedette a Zenone come imperatore bizantino dal 491 al 518.
Anastasio II
(?-Costantinopoli 721) Imperatore bizantino dal 713 al 715. Venne spodestato da Teodosio III.
Anastàsio Bibliotecàrio
(Roma 810 ca.-878?) Fu antipapa in opposizione a Benedetto III (855). Uomo di vasta cultura, celebre per le traduzioni dal greco, fu sospeso a divinis e in seguito reintegrato; fu bibliotecario della Santa Sede.
anastaticaménte, avv.
In modo anastatico.
anastàtico, agg.
Procedimento di riproduzione litografica di opere stampate tipograficamente, basato sul trasporto diretto dello stampato alla pietra per ottenere una nuova matrice.
anastigmàtico, agg.
Si dice di lente o sistema ottico che corregge l'astigmatismo.
anastigmatìsmo, sm.
Caratteristica che possiedono alcuni sistemi ottici di essere esenti dall'aberrazione astigmatica.
anastomizzàre, v.
v. tr. Praticare un'anastomosi.
v. intr. pron. Collegarsi formando un'anastomosi.