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Novità del sito: nuova versione dei giochi da scacchiera giocabili online Gomoku e Halatafl

  

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svergognatézza, sf. Spudoratezza, sfacciataggine. 
svergognàto, agg. e sm. agg. 1 Che è stato svergognato davanti agli altri. 2 Spudorato, che non prova vergogna. 
sm. Chi è impudente, sfacciato. 
svergolaménto, sm. Deformazione di un corpo solido. 
svergolàre, v. v. tr. Deformare una superficie. 
v. intr. pron. Subire uno svergolamento. ~ deformarsi. 
svergolàre, v. v. tr. Deformare una superficie. 
v. intr. pron. Subire uno svergolamento. ~ deformarsi. 
svernaménto, sm. Lo svernare. 
svernàre, v. intr. 1 Trascorrere l'inverno in condizioni e luoghi particolari. 2 Uscire dall'inverno. 
sverniciàre, v. tr. Levare la vernice che ricopre una superficie. 
sverniciatóre, sm. (f.-trìce) 1 Addetto alla sverniciatura. 2 Solvente utilizzato per sverniciare. 
sverniciatùra, sf. L'atto di sverniciare. 
svérza, sf. Scheggia lunga e sottile. 
sverzàre, v. v. tr. Chiudere con sverze. 
v. intr. pron. Spezzarsi in sverze. ~ scheggiarsi. 
sverzìno, sm. Albero sudamericano da cui si ricava una sostanza colorante rossa. 
svestìre, v. v. tr. Togliere i vestiti. 
v. rifl. 1 Togliersi i vestiti. 2 Privarsi di una carica. 
svestìto, agg. Nudo, spoglio. 
svestizióne, sf. L'operazione di svestire. 
Svetlana Opera di poesia di V. A. ¿¦¿ukovskij (1812). 
Svetònio, Tranquìllo Gàio (Roma 75-140) Biografo e scrittore latino. Non si conosce esattamente l'anno di nascita né l'anno di morte. Grazie alla protezione di personaggi influenti (prima Plinio il Giovane e poi Setticio Caro, prefetto del pretorio), entrò come funzionario nella corte imperiale. Traiano gli affidò la cura delle biblioteche pubbliche. Successivamente, fu addetto all'archivio imperiale e segretario dell'imperatore Adriano. Ricoprì questo incarico fino al 122, quando cadde in disgrazia insieme al suo protettore Setticio Caro. Compose varie opere erudite su svariati argomenti, forse un'opera enciclopedica suddivisa in diverse sezioni in base agli argomenti trattati. Di tutti i suoi lavori, ci restano una sezione del De viris illustribus, repertorio biografico di poeti e scrittori, intitolata De grammaticis et rhetoribus (grammatici e retori), varie parti pervenuteci per tradizione indiretta, con la vita di alcuni poeti come Terenzio, Virgilio, Orazio e Lucano. È invece conservata completa la sua opera più importante De vita Caesarum (vite dei cesari), biografia di dodici imperatori, da Cesare a Domiziano, basata su fonti sicure e arricchita con il particolare gusto ellenistico della curiosità e dell'aneddoto. Il genere letterario della biografia derivava dalla tradizione greca, ma era già stato collaudato anche a Roma da Terenzio Varrone e Cornelio Nepote. Lo schema adottato prevedeva brevi informazioni su origini e luogo di nascita, sugli interessi principali, sulle opere composte e sul carattere del personaggio, eventualmente illustrato con qualche aneddoto. Nelle Vite dei cesari, l'organizzazione del materiale biografico si sviluppa secondo una disposizione cronologica fino all'avvento al potere; poi l'autore passa alla descrizione dei vari aspetti della personalità dell'imperatore; ciascuna vita si conclude con il resoconto della morte e delle onoranze funebri tributate al personaggio. Le Vite dei cesari sembrano prendere atto del potere personale introdotto a Roma con il principato e tendere a delineare un ritratto obiettivo del principe, completo delle virtù e dei vizi. Si tratta di un tipo di descrizione storiografica generalmente considerata minore, ma comunque ricca di notizie e informazioni che completano il quadro del periodo storico abbracciato. Lo stile di Svetonio è sobrio e agile, più vicino alla trattazione scientifica che alla prosa artistica. La forma di biografia adottata da Svetonio avrebbe costituito un modello di riferimento per quanti si fossero dedicati a questo genere letterario. 
svettàre, v. v. tr. Levare la punta, la vetta. 
v. intr. Elevarsi, slanciarsi verso l'alto più delle cose circostanti. ~ ergersi, innalzarsi. 
Svèvia Regione storica della Germania del sud, divisa tra Baviera e Baden-Württemberg; ne fanno parte la Foresta Nera, il Giura di Svevia e la parte occidentale dell'altopiano bavarese. Le città più importanti sono Augusta (il capoluogo), Monaco, Stoccarda e Friburgo. In età romana, il termine stava a indicare una regione molto vasta della Baviera, abitata dai suebi; nel medioevo, con questo termine si indicò anche la Svizzera tedesca, i Grigioni e l'Alsazia, divenuta ducato, per scelta dell'imperatore Enrico IV, nel 1079. La massima espansione e potenza la ottenne sotto il casato di Hohenstaufen (XI sec.), prima di essere inglobata nell'impero nel 1268. 
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