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Enciclopedia

Achìlle (mitologia) In mitologia, eroe greco, protagonista dell'Iliade, figlio di Teti e di Peleo, sovrano dei Mirmidoni. Secondo la leggenda, Achille fu reso invulnerabile dalla madre che lo immerse nel fiume Stige trattenendolo per un tallone, che quindi restò vulnerabile. Si distinse nella guerra di Troia ma lasciò il conflitto dopo che Agamennone gli sottrasse la schiava Briseide. Tornò al conflitto solo per vendicare Patroclo, suo amico, ucciso da Ettore. Achille a sua volta uccise quest'ultimo, ma fu poi ferito a morte da un dardo scagliato da Paride che lo colpì nel tallone. 
Tendine d'Achille 
Tendine che unisce la parte inferiore del tricipite del polpaccio al calcagno. 

Achìlle, pittóre di (ca. 450-ca. 400 a. C.) Ceramista greco. Tra le opere Anfora con Achille (ca. 440, Vaticano, Musei Vaticani). 

achillèa, sf. Genere di piante erbacee perenni tipiche delle zone temperate e fredde dell'emisfero settentrionale. Appartiene alla famiglia delle Composite. 

Achilleide Poema di P. P. Stazio (I sec.). 

Achillìni, Alessàndro (Bologna 1463-1512) Medico e filosofo. In qualità di anatomista, si collocò in una posizione critica nei confronti di Galeno e utilizzò nuovi metodi d'indagine clinica. A lui si deve la scoperta di martello e incudine nella struttura ossea dell'orecchio e una maggiore conoscenza degli apparati digerente e urinario. Come filosofo, seguì l'interpretazione data da Averroè del pensiero aristotelico. Tra le sue opere, i trattati Humani corporis anatomia e Annotationes anatomiae e il De intelligentiis quodlibeta

Achmadulina, Bella (Mosca 1937-) Poetessa. Tra le opere La corda (1962) e Lezione di musica (1969). 

Achmatova, Anna (Odessa 1889-Domodedovo, Mosca 1966) Pseudonimo di Anna Andreevna Gorenko, ripreso dal cognome della nonna. Poetessa. Figlia di un ingegnere meccanico di marina, che, ritiratosi in pensione, si trasferì con la famiglia nei pressi di Pietroburgo. Studiò prima a Kiev, frequentando il ginnasio dal 1905 al 1907, e successivamente frequentò l'università a Pietroburgo seguendo i corsi di storia della letteratura. Scrisse la prima poesia a undici anni. La sua prima poesia pubblicata risale al 1907. Nel 1910 e nel 1911 trascorse alcuni mesi a Parigi, dove conobbe il pittore Amedeo Modigliani, che la ritrasse in numerosi dipinti, dei quali solo uno risulta conservato. Nel 1912 effettuò un viaggio in Italia, visitando Genova, Pisa, Firenze, Bologna, Padova e Venezia. Ne trasse un'impressione profonda. Fece parte del gruppo acmeista guidato dal suo primo marito, il poeta Sergej Gumiliëv, fino alla sua tragica fine (1921). Si era sposata con Gumiliëv nel 1910, divorziarono nel 1918. Il successivo matrimonio con l'archeologo Vladimir Silejko fu di breve durata. La fucilazione di Gumiliëv a opera dei bolscevichi segnò un trauma terribile, del quale sono reperibili tracce nella sua poesia successiva. Per un ventennio si chiuse nel silenzio (In questo terrore non posso più cantare) ma si rifiutò di abbandonare la Russia (Non sto con coloro che abbandonarono ai nemici la terra da straziare. L'esule mi fa una pena eterna. Come un malato o come un detenuto). Preferì condividere le condizioni del popolo russo. Il 13 marzo 1938, il figlio Lev Nikolaevic Gumiliëv venne arrestato come persona sospetta di ostilità al regime e imprigionato nel carcere di Pietroburgo (allora denominata Leningrado). Per diciassette mesi (Sono diciassette mesi che grido, che ti chiamo a casa), in attesa della sentenza, l'Achmatova subì le umiliazioni e i drammi di numerose madri sovietiche (Non riesco a capire ora chi sia la belva o l'uomo e se dovrò attendere a lungo l'esecuzione). Il processo si concluse con la condanna e la deportazione di Lev Gumiliëv in Siberia. La raccolta Requiem è il racconto poetico di questo periodo angoscioso e l'eco del dolore e del vuoto prodotto dalla condanna. Una delle migliaia di vittime del comunismo. Il figlio non era altro che uno dei tanti casi. Il suo dolore era quello di tante madri russe presenti e passate in una storia crudele (Come le mogli degli strelizzi, urlerò sotto le torri del Cremlino). Allo scoppio della guerra, Lev chiese di essere arruolato nell'esercito e partecipò alla conquista di Berlino, ottenendo anche una decorazione sul campo. Durante la guerra, quando Pietroburgo era assediata, l'Achmatova visse a Taskent nell'Uzbekistàn; rientrò a Pietroburgo nel 1944. Alla fine della guerra, il figlio Lev venne ancora rinchiuso in un campo di lavoro nell'Asia centrale. Fu liberato solo nel 1949. In quegli stessi anni sull'Achmatova si abbatté un'ulteriore disgrazia, con l'arresto del terzo marito, Nikolaj Punin, storico dell'arte accusato di filo-occidentalismo, la sua condanna e la successiva deportazione in Siberia, dalla quale non avrebbe più fatto ritorno. Le prime raccolte di poesie dell'Achmatova si muovono palesemente nel solco del programma acmeista di una poesia in grado di rendere l'essenza degli oggetti. Vittima della condanna del regime sovietico, che bollò la sua poesia, come le opere di tanti altri artisti russi, definendola manifestazione di estetismo e di decadentismo estranea allo spirito del popolo sovietico, nel 1946 venne espulsa dall'Unione degli scrittori. Venne riabilitata dieci anni dopo in coincidenza con il XX congresso del partito comunista dell'unione sovietica. Tra le opere Sera (1912), Rosario (un grandissimo successo letterario, 1914), Lo stormo bianco (1917), Piantaggine (1921), Proprio sul mare (1921), Anno Domini MCMXXI (1922), Il salice (1940), Da sei libri (1940), Requiem (1943), Poema senza eroe (1942-1962) e La corsa del tempo (1964). Interessata alla cultura italiana, effettuò un nuovo viaggio in Italia nel 1964, visitando Roma e la Sicilia, dove ricevette il premio letterario Etna-Taormina. Successivamente fu in Inghilterra, dove ricevette all'università di Oxford la laurea honoris causa. e curò la traduzione in russo dei Canti di G. Leopardi. È considerata una delle maggiori esponenti della poesia russa contemporanea. Nelle prime raccolte pubblicate, i temi prevalenti sono di natura sentimentale, comunque trasfigurati da una grande sensibilità poetica unita a un linguaggio straordinariamente semplice ed espressivo. Le drammatiche vicende familiari e gli orrori della rivoluzione hanno spostato l'attenzione dell'Achmatova verso temi religiosi (Al Padre disse: Perché mi hai abbandonato?) ed esistenziali, nei quali il dolore personale è diventato quello di un popolo. 

Achtung! Banditi Film di guerra, italiano (1951). Regia di Carlo Lizzani. Interpreti: Gina Lollobrigida, Andrea Checchi, Lamberto Maggiorani. 

Achurch, Janet (Manchester 1864-1916) Attrice inglese. Interprete di ruoli drammatici, impersonò le protagoniste dei drammi di Ibsen, tra cui Casa di Bambola e Il piccolo Eyolf, che, prima in Gran Bretagna, portò al successo. 

ACI Sigla di Automobile Club d'Italia, di Aereo Club d'Italia e di Azione Cattolica Italiana. 

Àci Bonaccórsi Comune in provincia di Catania (2.360 ab., CAP 95020, TEL. 095). 

Àci Castèllo Comune in provincia di Catania (17.929 ab., CAP 95021, TEL. 095). Località turistica. Vi si trova il castello normanno del 1076, ricostruito tra il XII e il XIV sec. Gli abitanti sono detti Castellesi

Àci Caténa Comune in provincia di Catania (20.760 ab., CAP 95022, TEL. 095). Centro agricolo e turistico. Gli abitanti sono detti Catenoti

Àci Sant'Antònio Comune in provincia di Catania (12.459 ab., CAP 95025, TEL. 095). 

acianoblepsìa, sf. Parziale cecità rispetto ai colori giallo e blu. 

acìclico, agg. 1 Detto di fenomeno privo di carattere di periodicità. 2 Detto di fiore che ha gli elementi disposti a spirale. 3 Detto di composto che non contiene alcuna catena chiusa di atomi. 

aciculàre, agg. 1 Aghiforme. 2In mineralogia si riferisce a una sostanza cristallizzata in forme allungate e sottili. 

Acid music, loc. sost. f. Musica rap con sonorità violente per imitare le sensazioni causate dall'uso di allucinogeni. 

acidàlia, sf. Genere di Lepidotteri le larve dei quali attaccano diverse piante come la fava, l'origano, il timo, la vite, ecc. 

acidaménte, avv. Con astio e malevolmente. 

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