(Bruxelles 1514-Zante 1564) Anatomista fiammingo. Laureatosi in medicina a Padova nel 1523, rimase nello stesso ateneo, dove insegnò chirurgia ed ebbe modo di proseguire le proprie ricerche nel campo dell'anatomia. Nel 1543 pubblicò il trattato
De Humani Corporis Fabrica, che accese una ridda di polemiche che lo costrinsero ad abbandonare l'università. Trasferitosi a Madrid, divenne medico personale di Carlo V e di Filippo II. Ma la Santa Inquisizione non gli diede tregua e, condannato a morte con l'accusa di aver sezionato il corpo di esseri umani ancora in vita, fu costretto a rifugiarsi in Terra Santa.
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véscia, sf.