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Andò a piedi, piano. La città, adesso, era molto meno popolata: tutti erano nei teatri, e nei ritrovi, quelli che facevano ora tarda: e quelli che rientravano presto, erano rientrati. Nella via, a capo basso, egli pensava alla imminente notte di amore che andava a ritrovare, lassù, presso una creatura squisita nel piacere e nell'amore, così bella e così fine: così buona nel fondo del suo carattere e così inconscia del male che commetteva. Un batticuore gli cresceva nel petto: così nel giorno in cui era andato da donna Beatrice Somma e che rimproverato dolcemente da costei, che fosse più tardi del convenuto, egli aveva infranto il suo orologio, sotto il piede rabbioso! Lo stesso palpito: e dopo, non aveva egli desiderato, tenacemente, che nessun orologio esistesse più, perchè donna Beatrice non conoscesse mai l'ora, mai più, e non si accorgesse dei suoi continui ritardi? Che fastidiose memorie!
L'infedele di Matilde Serao