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La costa cieca
(titolo originale o altro titolo: La costa ciega)

Autori / autriciCarlos María Domínguez
e Maria Nicola (traduzione)
EditoreSellerio
Anno2012
ISBN978-88-389-2756-0
Biblioteche
dove trovarlo
Servizio Bibliotecario Nazionale, Polo Bolognese, BNCF, Biblioest
Dove comprarloFeltrinelli, Unilibro, IBS (Librerie: Fernandez, Libr'Aria, Coletti, Dante Alighieri)
Nel bar della stazione di servizio di una spiaggia uruguayana sospinta nell’oceano, una ragazza molto giovane, quasi ancora adolescente, è seduta a un tavolo mentre gli altri avventori non cessano di guardarle le gambe sotto la minigonna. Un uomo scarno, d’età matura, entra brevemente nel locale, e quando esce basta uno sguardo perché i due vadano via insieme e lui le dia un passaggio nella sua vecchia Chevrolet, quasi onorando una specie di appuntamento fissato in qualche punto del destino. Ancora non lo sanno, ma hanno la stessa meta, cercano la stessa cosa e condividono un comune passato doloroso e segreto. Da questa immagine, che porta polvere e orizzonti senza nome, e luoghi alla fine di tutti i luoghi, inizia la storia di Cambogia e Arturo; storia che un misterioso narratore ci riporta, riempiendola di altre immagini e memorie meno private e più collettive. Arturo è una specie di hippie naturale che ha conosciuto la grande passione con Tina, una rivoluzionaria travolta da una delle feroci e complici dittature tra l’Uruguay e l’Argentina, e da quel momento non ha smesso di inseguirne le tracce, accettando di volta in volta la miseria e l’avventura, la paura e l’effimero amore; s’è fermato alla fine a lavorare nella tenuta di uno straniero, un inglese severo che tiene le due figlie più o meno segregate a causa di ragioni sconosciute. Cambogia, invece, è una ex adolescente ribelle, che ha nel suo passato un insulso giovane fidanzato, che l’ha messa incinta, e un vecchio amore traditore; ora è una fuggitiva da genitori che secondo lei «hanno rinunciato a troppe cose in nome delle idee» e guarda alla generazione antifascista con incomprensione. Dal diffidente, appassionato incontro tra i due nasce quello che diventa un vero e proprio percorso allegorico: Arturo e Cambogia, nelle loro vicende strettamente private e nella loro differenza generazionale, fino al disvelamento finale che apre le cortine del passato, riflettono la storia trentennale di dittature, sparizioni e resistenza che ha segnato più generazioni, ora con la violenza della repressione diretta, ora con la violenza indiretta della cancellazione del passato. Su tutta la storia aleggia un che di disturbante, l’attesa di un gesto anche inaccettabile che non arriva, e si sente incombere un’aria di cupa tragedia che non si sa se troverà sfogo o svanirà nella sospensione estenuante del non detto. È la prosa estraniata dell’argentino Carlos María Domínguez, esploratore di solitudini e di finisterre, a dare questo effetto: ma è anche il modo che ha per riprodurre, allegoricamente appunto, il senso esistenziale della cicatrice che hanno lasciato le dittature sudamericane.
Fiction
Catalogazione:
Narrativa spagnola 2000-
Descrizione fisica155 p. ; 17 cm.
Collezione o collanaLa memoria
(fonte OpenData: ICCU - Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiane)




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