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Copertina libro

Teatro grottesco

Autori / autriciThomas Ligotti
e Luca Fusari (traduzione)
EditoreIl Saggiatore
Anno2015
ISBN978-88-428-2167-0
Biblioteche
dove trovarlo
Servizio Bibliotecario Nazionale, Polo Bolognese, BNCF, Biblioest
Dove comprarloFeltrinelli, Unilibro, IBS (Librerie: Fernandez, Libr'Aria, Coletti, Dante Alighieri)
Autore di culto della letteratura americana contemporanea, restio alle attenzioni dei media ma autenticamente seminale – suoi gli incubi che hanno ispirato la prima stagione di True Detective –, Thomas Ligotti è unanimamente considerato l’unico, grande successore di Edgar Allan Poe e H.P. Lovecraft. Lontano dalle atmosfere urbane e quotidiane che caratterizzano l’opera di Stephen King, Ligotti fa sua la lezione dei maestri del passato e mette il lettore di fronte a un orrore che non ha forma né volto né contorno, un orrore che non si può dire, a stento pensare, e che ha nell’assoluta indeterminatezza la radice della presa angosciante che esercita sulla nostra immaginazione. In Teatro grottesco l’orrore nasce da seminterrati in cui il buio e l’umido hanno prodotto una vita brulicante che aspetta di insinuarsi nel nostro mondo; da isolate, solitarie fabbriche nelle cui viscere si producono artefatti meccanici dagli scopi imperscrutabili; da catene di montaggio in cui la presenza umbratile di misteriosi supervisori è così schiacciante da trasformare l’uomo in ingranaggio; da cittadine in cui la vita è una messinscena e solo quanto accade sui palcoscenici di una fiera itinerante è reale. Gli abitanti di questo mondo dalla mente impazzita e il cuore selvaggio si muovono in retrobottega fiocamente illuminati, lungo le pareti di bar fumosi, in gallerie d’arte dall’aspetto sinistro, al centro di paludi dove sopravvivono culti antichi e innominabili, tutti alla ricerca disperata di un senso che sembra perennemente alla loro portata e che, pure, è loro perennemente precluso. In questa geografia che ha perso perfino la precisione toponomastica del New England di Lovecraft, e che si può riconoscere soltanto per il nero del cielo e il grigio della terra, la morte è un canto e la vita un carnevale; di autentico non rimane che l’arte, sembra suggerirci Ligotti, nella cui prosa scabra quanto barocca si celebra, nell’impossibilità ormai di esorcizzarlo, il declino di ogni facile antropocentrismo e, in ultima istanza, dell’Occidente.
Horror Short Stories Fiction Weird Fiction Fantasy Lovecraftian American
Catalogazione:
Narrativa americana in lingua inglese 2000-
Descrizione fisica281 p. ; 22 cm
Collezione o collanaLa cultura
(fonte OpenData: ICCU - Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiane)




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