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Libri

Copertina libro <b>Il mare che bagna i pensieri<br></b>(titolo originale o altro titolo: <i>Mehr Meer</i>)
Il mare che bagna i pensieri
(titolo originale o altro titolo: Mehr Meer)
Autori / autriciIlma Rakusa
e Mario Rubino (cura)
EditoreSellerio
Anno2011
ISBN978-88-389-2590-0
Biblioteche
dove trovarlo
Servizio Bibliotecario Nazionale, Polo Bolognese, BNCF, Biblioest
Dove comprarloFeltrinelli, Unilibro, IBS, Libreria Fernandez
Questi ricordi rievocano un’infanzia e prima giovinezza nomade tra gli anni Quaranta e Sessanta. Dietro c’è lo spazio geografico tra Trieste e Cracovia, in cui si transita superando lingue più che frontiere, ma unito, come ebbe a dire l’autrice, «nel modo di pensare, di sentire, persino già nello stile architettonico, nella tradizione letteraria». Un’area definita, dallo scrittore jugoslavo esule Danilo Kiš, «nostalgia d’Europa». E questa pervadente nostalgia colloca la condizione della piccola Ilma e della sua famiglia: padre sloveno, madre ungherese, sempre con le valigie pronte. Un vagabondare dalla Slovacchia fino a Zurigo, passando per Budapest, Lubiana, Trieste, che non fu conseguenza di sventure o di precarietà personali, quanto di un trovarsi a seguire le onde dei destini collettivi, le complesse questioni identitarie, i cambiamenti politici e a volte di confini. Per cui questi «passaggi della memoria», ancor più a causa del loro essere intimi, sensitivi, finiscono con il ricostruire una specie di memoria storica, filtrata dalla coscienza vibrante a ogni mutamento di una bimba quadrilingue, dimorante in nazioni senza coste con la brama di seguire i fiumi fino al mare promesso, divisa tra Dostoevskij e i rituali delle diverse religioni, Bach e le canzoni popolari. E danno un senso preciso alla «nostalgia d’Europa»: è vivere in patrie che portano incisi in ogni luogo e in ogni immagine i segni di popoli che c’erano fino a ieri e ora non ci sono più; è scoprire sempre, tra una bambola di pezza e il primo bacio, nel racconto del vicino di casa o degli zii o degli amici di ieri, che la Storia più vasta è il fato delle piccole vite; è apprendere ad essere stranieri come modo di vivere. Nella scrittura della Rakusa questa estraneità è lo stile dello sguardo periferico, della prosa descrittiva, che costruisce scene e personaggi remoti attraverso un oggetto o una luce, ricorrendo spesso, per superare i confini delle parole, a poesie, canzoni, dialoghi immediati, favole narrate, frammenti di cultura orale.
Fiction
Catalogazione:
Ilma Rakusa Narrativa tedesca 1945-
Descrizione fisica369 p. ; 20 cm
Note:
Traduzione di Mario Rubino
Collezione o collanaLa nuova diagonale
(fonte OpenData: ICCU - Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiane)




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