Home page
beotàrca, sm.(pl.-chi) Membro del consiglio della Lega beotica che era il rappresentante ufficiale delle città che vi appartenevano. 
beòtico, agg.(pl. m.-ci) Della Beozia. 
BeowulfPoema di anonimo (VIII-IX sec.). 
BeòziaNomo della Grecia centrale (2.952 km2, 117.000 ab., capoluogo Livadia). Provincia attica dal territorio prevalentemente montuoso e collinare che si protende sui golfi di Corinto e dell'Eubea e la Focide. Sviluppati, nella zona pianeggiante, l'agricoltura (coltivazione di tabacco, ortaggi, frumento e cotone) e l'allevamento; è nota per le sue cave di marmo. Fu sede dei regni di Orcomeno, Tebe e Arne e successivamente venne conquistata dagli eoli e poi dai beoti che fondarono numerose città. La più importante di esse fu Tebe che costituì intorno al 600 a. C. la Lega beotica, una sorta di confederazione formata da quattordici città stato. La Lega beotica venne sciolta a seguito della sconfitta subita contro gli ateniesi, ma ricostituitasi nel 447 a. C. sconfisse gli spartani a Leuttra nel 371 a. C., facendo in modo così che la Beozia dominasse sulla Grecia fino al 338 a. C. Nel 335 a. C. Tebe venne distrutta da Alessandro Magno e questo decretò definitivamente la fine dell'influenza politica della Beozia sulla Grecia. 
BéqaaProvincia (204.000 ab.) del Libano, capoluogo Zahlé. Le principali risorse economiche sono l'agricoltura, l'allevamento, il legno. 
bequàdro, o beqquàdro, sm.Segno musicale, che, posto davanti a una nota, annulla il valore dei diesis e dei bemolle. 
bequille, sf. invar.In aeronautica, pattino di coda per l'atterraggio sulla neve. 
Beràrdi, Màrco(Cosenza sec. XVI) Brigante soprannominato re MarcÚne. Con la sua banda arrivò a controllare un territorio molto esteso e fu reso inoffensivo solo grazie al massiccio intervento del vicerè di Napoli. 
BerbènnoComune in provincia di Bergamo (2.197 ab., CAP 24030, TEL. 035). 
Berbènno di ValtellìnaComune in provincia di Sondrio (4.135 ab., CAP 23010, TEL. 0342). 
bèrberiNuclei di individui stanziati nell'Africa settentrionale a ovest dell'Egitto (Algeria, Libia, Tunisia e Marocco). Discendono dai più antichi abitanti della regione del ramo europoide; vivono divisi in varie tribù e sono in prevalenza musulmani e di lingua camitica (con molti dialetti). Quelli che vivono nelle vicinanze delle coste praticano principalmente l'agricoltura; nelle zone interne invece è più diffuso l'allevamento. 
Berberian, Cathy(Attleboro, Massachusetts 1928-Roma 1983) Soprano statunitense. Artista poliedrica, oltre agli studi musicali si dedicò all'arte scenica, alla danza e alla letteratura. Fu anche compositrice di varie opere come Anatema con varie azioni per sette strumenti e Stripsody per viola sola. Grazie alla dimestichezza con le tecniche di canto non tradizionali, si fece apprezzare come interprete di musica contemporanea. Per lei scrissero autori come I. Stravinskij, J. Cage, S. Bussotti e il marito, il maestro e compositore Luciano Berio. 
berberìna, sf.Alcaloide estratto dalle Rutacee, dal crespino e dalle specie affini al crespino. Ha sapore amaro e colore giallo. 
bèrbero, agg. e sm.agg. Di una popolazione diffusa nelle regioni interne dell'Africa nordoccidentale. 
sm. 1 Chi appartiene alla popolazione berbera. 2 Cavallo berbero. 
berceau, sm. invar.Pergolato o chiosco situato in un giardino o simili avente la forma di cupola o di galleria. ~ bersò. 
Berceo, Gonzalo de(Berceo, LogroŮo, ca. 1198-ca. 1264) Poeta spagnolo. Tra le opere I miracoli di Nostra Signora (prima metà XIII sec.). 
BercétoComune in provincia di Parma (2.746 ab., CAP 43042, TEL. 0525). 
berceuse, sf. invar.Composizione musicale ispirata alla ninnananna. 
berchèlio, sm.Elemento chimico avente numero atomico 97 e simbolo Bk. 
Berchet, Giovànni(Milano 1783-Torino 1851) Patriota, poeta e teorico del romanticismo italiano. Nel 1816 scrisse l'opuscolo Sul Cacciatore feroce e sulla Eleonora di G. A. BŁrger: Lettera semiseria di Grisostomo al suo figliolo, nel quale, prendendo posizione per i romantici, l'autore chiarisce i programmi e i limiti del romanticismo italiano: lo scrittore deve utilizzare un linguaggio semplice per rivolgersi al popolo ed educarlo. Nel 1818 fu tra i fondatori del Conciliatore. Esule in Belgio e in Inghilterra, tornò in Italia nel 1845 e partecipò all'insurrezione di Milano (le Cinque giornate). Rifugiatosi in Piemonte, fu eletto deputato. Nelle sue opere torna spesso il tema dell'esilio accanto a quello del Medioevo nelle sue liriche patriottiche e sentimentali. Tra le sue opere sono da ricordare, I profughi di Parga (1822); Romanze, tra le quali Il giuramento di Pontida (1822-1827); Fantasie (1829).