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bollatóre, sm. Ufficiale incaricato ad applicare il caratteristico sigillo in piombo sulle bolle pontificie. 
bollatùra, sf. Operazione del bollare. 
Bolléngo Comune in provincia di Torino (1.941 ab., CAP 10012, TEL. 0125). 
bollènte, agg. 1 Caldissimo. ~ rovente. <> gelato, gelido. 2 Focoso. ~ esuberante. <> distaccato. 
bollétta, sf. 1 Polizza attestante la ricevuta di un pagamento, la consegna di una merce. ~ conto, fattura. bolletta telefonica. 2 Mancanza di denaro. ~ ristrettezze. essere perennemente in bolletta, non avere un soldo. 
bollettàrio, sm. Registro con le pagine a madre e figlia, da cui si staccano le bollette. 
bollettìno, sm. 1 Comunicazione ufficiale di notizie di pubblico interesse; pubblicazione periodica di un ente. ~ notiziario. bollettino di guerra, bollettino meteorologico. 2 Attestazione di pagamento, ricevuta. bollettino di versamento
bollilàtte, sm. invar. Bollitore per latte con coperchio fornito di fori per evitare l'uscita della schiuma al momento dell'ebollizione. 
bollìno, sm. Tagliando di carta da applicarsi su tessere, documenti. 
bollìre, v. v. intr. 1 Passare dallo stato liquido a quello di vapore, formando bolle; cuocere nell'acqua in ebollizione. il mosto bolle nei tini. 2 Fremere. ~ scalpitare. <> calmarsi. che cosa ti bolle in testa, cosa ti fa agitare 
v. tr. Far cuocere in liquido bollente, portarlo all'ebollizione. ~ lessare. far bollire la carne
bollisirìnghe, sm. invar. Recipiente per sterilizzare in acqua bollente le siringhe per iniezione. 
bollìta, sf. Breve bollitura. 
bollìto, sm. Carne bollita; lesso. ~ lessato. 
bollitóre, sm. Ogni recipiente che serve per portare un liquido a ebollizione. 
bollitùra, sf. 1 Operazione, fenomeno del bollire; durata del bollire; acqua o altro liquido in cui sia stato bollito qualcosa. 2 Saldatura mediante riscaldamento. 
bóllo, sm. 1 Marchio o timbro per autenticazione, convalida. ~ contrassegno. 2 Francobollo. ~ affrancatura. 
bollóre, sm. 1 Atto, stato di ebollizione di un liquido. 2 Caldo eccessivo. 3 Stato di eccitazione, di agitazione. 
bollóso, agg. Chiazzato, pieno di bolle. 
bolo, sm. Piccola quantità di cibo mista a saliva che, dopo la masticazione, viene inghiottita e inviata allo stomaco. Quando un'adeguata quantità di boli ha raggiunto la sua destinazione, ha inizio il processo digestivo. 
Bolo isterico 
Disturbo psichiatrico che consiste nell'avvertire nell'esofago un corpo estraneo inesistente, che può indurre anche un'angosciante sensazione di soffocamento. 
Bológna Capoluogo dell'omonima provincia dell'Emilia-Romagna (140,73 km2, 412.000 ab., CAP 40100, TEL. 051), situata sulla via Emilia, dove la valle del Reno si apre alla pianura emiliana, tra i fiumi Reno e Savena. Gli insediamenti più remoti risalgono al periodo villanoviano, del IX sec. a. C. Sull'originale pianta a quadrilatero romana si è inserito il nucleo medievale a raggiera. Nel Trecento venne eretta una seconda cerchia poligonale di mura che è stata quasi completamente demolita all'inizio del Novecento; fuori da queste mura si è sviluppata la moderna città che si protende fino alle prime propaggini dell'Appennino. Fu città etrusca con il nome di Felsina (VI sec. a. C.), poi colonia romana (Bononia) la cui importanza strategica risiedeva nell'essere importante insediamento commerciale sulla via Emilia. Uscì dalle invasioni barbariche verso il 1000, affacciandosi all'epoca comunale; questo fu il suo periodo (XII-XV secc.) più prospero e fecondo; divenne libero comune nel 1114 sorse l'università o Studium, la più antica d'Europa (solo quella di Pavia le contende il primato). Conobbe il periodo guelfo, in lotta con l'imperatore e cominciò il declino a causa delle lotte tra fazioni, da cui successivamente originarono i Pepoli, i Visconti, i Bentivoglio. Dal 1513 fu assoggettata allo stato della chiesa e nel 1860 si unì al regno d'Italia. La città è importante come nodo ferroviario e stradale, per il commercio e per ospitare stabilmente autorevoli fiere (fiera campionaria e saloni internazionali). Efficiente l'attività delle industrie meccaniche (macchinari, impianti frigoriferi, motocicli, carrozzerie), alimentari (distillerie, pastifici), farmaceutiche, calzaturiere, poligrafiche ed editoriali. Le molte torri presenti nel medioevo sono andate quasi tutte distrutte; rimangono quelle famose degli Asinelli e della Garisenda (XII sec.). Tra i monumenti conservati, la basilica di San Petronio (con il portale di Jacopo della Quercia), il palazzo del Podestà (XIII sec.), il palazzo di re Enzo (1246) prospiciente la celebre fontana del Giambologna (1566). 
Provincia di Bologna 
(3.702 km2, 911.000 ab.) Si estende in parte in pianura e in parte sul versante adriatico dell'Appennino. Molto diffusa l'agricoltura (alberi da frutta, cereali, foraggi, barbabietole da zucchero, ortaggi), attivi mercati agricoli sono le città di Imola, Casalecchio di Reno, San Giovanni in Persiceto; buona anche l'attività delle industrie tessili, metalmeccaniche, alimentari e della lavorazione di gomma e carta. 
Congresso di Bologna 
Svoltosi nel 1529-1530, ratificò gli accordi di Barcellona (1529) tra Carlo V e Clemente VII in base ai quali Carlo V diveniva imperatore, il ducato di Milano veniva assegnato a Francesco II Sforza e la dinastia dei Medici faceva ritorno a Firenze. 
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