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Càlvi déll'Ùmbria Comune in provincia di Terni (1.823 ab., CAP 05032, TEL. 0744). 
Càlvi Risòrta Comune in provincia di Caserta (5.605 ab., CAP 81042, TEL. 0823). 
Càlvi, Pièr Fortunàto (Briana di Noale 1817-Belfiore, Mantova 1855) Patriota. Fu a capo di un tentativo insurrezionale nel Cadore (1853) che gli costò l'impiccagione per mano austriaca. 
Calvignàno Comune in provincia di Pavia (152 ab., CAP 27045, TEL. 0383). 
Calvignàsco Comune in provincia di Milano (735 ab., CAP 20088, TEL. 02). 
Calvin, Melvin (Saint Paul, Minnesota 1911-Berkeley 1997) Chimico statunitense. Studiò approfonditamente la chimica organica, alcuni composti (chelati) e la fotosintesi vegetale, di cui spiegò il meccanismo della fosforilazione mediante l'impiego di isotopi radioattivi. Fu insignito del premio Nobel per la chimica nel 1961. 
calvinìsmo, sm. Dottrina religiosa protestante, sviluppata da G. Calvino (Noyon 1509-Ginevra 1564). Centrale nell'ideologia calvinista è il principio della doppia predestinazione (eletti e dannati), secondo cui il destino delle anime è determinato solo dalla volontà divina; il criterio dell'elezione è un mistero che va accettato; la parola di Dio espressa nelle Scritture è l'unica autorità in materia di fede e di morale. Due sono i sacramenti riconosciuti: il battesimo e l'eucaristia (santa cena), nella quale si riconosce la presenza spirituale del Cristo, a differenza della concezione di presenza materiale sostenuta dai luterani. Il rifiuto della gerarchia e dell'autorità ecclesiastica, l'allargamento della partecipazione dei laici alla vita religiosa e la sostenuta supremazia della religione sul potere politico (contro il principe che osteggiasse la chiesa di Dio è lecita la resistenza anche armata) favorirono le aspirazioni della borghesia che aderì fortemente alla dottrina. Fondamentale per il successo del calvinismo fu anche la valorizzazione del lavoro come valore etico: il credente vede nel successo in affari o in politica il segno visibile della predestinazione alla salvezza. La dottrina calvinista fu esposta da Giovanni Calvino nella sua opera fondamentale Istituzioni della religione cristiana (1536-1560) completata dopo circa trent'anni di lavoro. Si tratta della migliore esposizione sistematica dei principi riformatori, che rimarrà come testo base per gran parte del protestantesimo. Secondo Calvino, il credente, uomo peccatore, è una nullità di fronte a Dio, infinita Maestà. Dio è sovrano e tutto dipende da Lui. I piani predisposti dall'Eterno per il tempo, la storia e per i singoli individui non sono noti all'uomo. Servire il regno di Dio è essenziale. Nell'azione a servizio del regno di Dio si risolve ogni dubbio che il credente possa avere per la propria elezione. Solo la Grazia divina opera la liberazione dalla schiavitù e dal male. La vera libertà è identificazione del volere dell'uomo con il volere di Dio, che elegge i credenti come instauratori del suo regno sulla terra. Il calvinismo conta a oggi circa 40 milioni di fedeli sparsi in tutto il globo. 
calvinísta, agg., sm. e sf. (pl. m.-i) Che, chi segue la dottrina di Calvino. 
Calvìno, Giovànni (Noyon 1509-Ginevra 1564) Riformatore religioso francese. Studiò filosofia e diritto a Parigi, Orléans e Bourges. Nel 1533 si convertì alla fede riformata; soggiornò per un breve periodo a Basilea, ove pubblicò l'Institutio christianae religionis (1536), opera fondamentale per l'esposizione della sua dottrina. Trasferitosi a Ginevra fu costretto alla fuga, essendo falliti i suoi tentativi di imporre uno stato teocratico. Rientrato nel 1541 nella città svizzera, acquistò grande autorità come predicatore e professore di teologia, tanto da poter imporre le Ordinanze ecclesiastiche (1541), organo politico religioso per l'organizzazione della chiesa di Ginevra. I punti fondamentali della sua dottrina sono la doppia predestinazione (solo gli eletti si salveranno), il ruolo decisivo della grazia divina, il rifiuto della struttura gerarchica della chiesa, il valore simbolico dei sacramenti, fra i quali vengono accettati solo il battesimo e la cena eucaristica. Nome francese Jean Calvin, propriamente Cauvin, latinizzato Calvinus
Calvìno, Ìtalo (Santiago de Las Vegas, Cuba 1923-Siena 1985) Scrittore che iniziò la sua carriera ispirandosi alla resistenza (Il sentiero dei nidi di ragno, 1948; Ultimo viene il corvo, 1949), per poi calarsi in una narrativa densa di fantasia. Tra le sue opere, la trilogia fantastica I nostri antenati (Il visconte dimezzato, 1952, Il barone rampante, 1957, Il cavaliere inesistente, 1960), Marcovaldo ovvero Le stagioni in cittą (1963); Le cosmicomiche (1965); Ti con zero (1968); Le cittą invisibili (1972); Lezioni americane (pubblicato postumo nel 1988, raccolta di sei conferenze sulla letteratura tenute da Calvino all'università di Harvard nel 1985-1986). Il barone rampante è il romanzo più noto di Calvino ed è stato tradotto in quindici lingue. È la storia fantastica di un ragazzo che sale su un albero per gioco e decide di non scendere più a terra per nessuna ragione. Saltando da un albero all'altro trascorre tutta la sua vita e riesce anche ad assistere ad avvenimenti storici come la rivoluzione francese e le guerre di Napoleone. Per ricchezza di motivi e costanza di risultati, l'opera di Calvino è probabilmente ineguagliata tra gli scrittori italiani contemporanei. 
Calvisàno Comune in provincia di Brescia (6.809 ab., CAP 25012, TEL. 030). 
calvìzie, sf. Scarsità o mancanza totale di capelli. 
Calvizzàno Comune in provincia di Napoli (10.122 ab., CAP 80012, TEL. 081). 
càlvo, agg. e sm. agg. 1 Privo di capelli. ~ pelato. <> capelluto. 2 Privo di vegetazione. 
sm. Chi è affetto da calvizie. <> capellone. 
Calvo Sotelo, José (Tuy 1893-Madrid 1936) Politico spagnolo. Capo dell'estrema destra monarchica, venne ucciso dagli avversari politici. 
Càlvo, mónte La vetta più elevata (1.055 m) del Gargano, che domina il centro di San Giovanni Rotondo. 
calypso ved.¤ calipso¤ 
càlza, sf. 1 Indumento a maglia che riveste la gamba dal piede o dalla caviglia in su, di lunghezza variabile. ~ calzerotto. far la calza, tesserla a mano. 2 Stoppino di cotone, utilizzato nei lumi a petrolio. 
Càlza Bìni, Albèrto (Roma 1881-1957) Architetto urbanista. Lavorò ai piani regolatori di Roma, Taranto e Salerno. Presiedette l'Istituto case popolari (1923-1943). 
Calzabìgi, Ranièri de' (Livorno 1714-Napoli 1795) Librettista. Tra le opere Orfeo e Euridice (1762) e Alceste (1768). 
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